Assistenza scolastica specialistica, il servizio rimane di eccellenza

Documento del gruppo consiliare del Pd e dell’assessore Spanedda. «Appare indispensabile che la modulazione oraria trovi attuazione solo nei casi in cui sia stata applicata la metodologia prevista nel protocollo»

 

PalazzoDucaleSassari. Il gruppo consiliare del Pd a Palazzo Ducale mette nero su bianco una presa di posizione sull’assistenza scolastica specialistica. Un documento definito venerdì scorso con una discussione pacata e unanime e con il quale si vuole fare chiarezza anche sulle prossime decisioni in materia. «Si tratta di un servizio di eccellenza nella nostra città che viene garantito a 295 bambini e bambine – è spiegato nella nota, che vede in prima fila la capogruppo Carla Fundoni (che è anche presidente della Commissione Servizi Sociali del Consiglio comunale) e l’assessore alle Politiche Sociali Monica Spanedda –. Nel mese di luglio scorso per migliorare la gestione di tale servizio, è stato sottoscritto un apposito protocollo dall’Amministrazione comunale, dall’ufficio scolastico regionale, dalla Aou e dall’Asl, dai centri accreditati e dalla provincia. L’obiettivo di questo importante protocollo è quello di ridefinire le modalità di collaborazione tra i soggettivi attivi all’interno dello stesso per migliorare i percorsi di inclusione e crescita scolastica degli alunni/e con disabilità e un corretto processo di inserimento nella società. Si tratta di un progetto ambizioso per la cui attuazione è necessario il coinvolgimento oltre che di tutti gli attori istituzionali, anche e soprattutto delle famiglie, prime protagoniste del cambio di prospettiva. Le criticità riscontrate, ad oggi, nella sua applicazione, ci hanno indotto a fare una riflessione attenta sui bisogni espressi dalle famiglie. Sebbene per l’anno scolastico 2016/17 siano state stanziate risorse pari a 1 milione e 935 mila euro, nei primi mesi dell’anno contingenti difficoltà nella nomina degli insegnanti di sostegno hanno indotto l’Amministrazione comunale a stanziare ulteriori risorse per garantire la frequenza scolastica dei bambini. Nel mese di gennaio, stante la necessità di rimodulare il servizio per la nomina degli insegnanti, si è iniziato ad attuare il percorso previsto dal protocollo, nello specifico con il monitoraggio per la valutazione dei progressi nell’acquisizione delle autonomie dei bambini. Dalle analisi effettuate è emerso che non tutte le famiglie siano state coinvolte adeguatamente nel processo e che non in tutti i casi siano state effettuate valutazioni puntuali tramite il gruppo di lavoro operativo, presente in ciascuna scuola, per garantire l’attuazione del progetto educativo destinato singolarmente ad ogni bambino/a. In questo momento è utile prendere atto della situazione e valutare i possibili correttivi coinvolgendo tutti gli attori del percorso. Il fulcro del servizio è la capacità di dare risposte adeguate ai bisogni dei bambini/e e delle famiglie valorizzandone la partecipazione nella creazione e attuazione del progetto di vita. L’attenta analisi sullo stato dell’arte ha portato a ritenere utile un ulteriore approfondimento del percorso in atto e per tale motivo appare indispensabile che la modulazione oraria trovi attuazione nei casi in cui sia stata applicata la metodologia prevista nel protocollo, mentre negli altri casi si attenderà che ciò venga preventivamente fatto».

MonicaSpanedda
Monica Spanedda

«Al di là dei possibili correttivi, è necessario e fondamentale ristabilire un clima di fiducia con le famiglie – è questo il punto sul quale insistono l’assessore Monica Spanedda e la capogruppo Carla Fundoni –, indispensabile per ottenere gli ambiziosi risultati che tutti ci siamo prefissi col protocollo, ad esclusivo beneficio dei bambini e delle bambine. In quest’ottica nei prossimi giorni proseguiranno le riunioni per un ulteriore confronto. Siamo convinti che le grandi sfide possano essere affrontate e vinte solo lavorando insieme».

CarlaFundoni
Carla Fundoni

«Come gruppo Pd se dovessimo renderci conto che ci saranno difficoltà, ci impegneremo a trovare risorse se non dovessero bastare quelle a disposizione – aggiunge Carla Fundoni –. Se avviene con condivisione non viene visto come un taglio, ma come un superamento della disabilità. Impegno è questo: tutto il percorso deve essere partecipato da tutti gli attori e in primis dai bambini e dalle famiglie».

 

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