Anche nel 2025 la storia sarda nei romanzi di Vindice Lecis

Lo scrittore sassarese pubblicherà due nuovi titoli. Il primo, in uscita per marzo, sarà il seguito di “La conquista”, ambientato negli anni della dominazione catalana. A fine anno il secondo capitolo dedicato alla “Sarda Rivoluzione” angioiana

Vindice Lecis

È stato un 2024 che ancora una volta lo ha visto percorrere la Sardegna per incontrare i lettori. «Il rapporto diretto con loro è fondamentale, occorre rispettarli. Ecco perché vado dappertutto, anche nei centri più piccoli. Perché limitarsi a quelli più importanti?». Vindice Lecis, giornalista e scrittore sassarese, in 21 anni ha girato tutta l’isola (con diverse tappe anche nella Penisola) per presentare i suoi libri (19 romanzi, due saggi, uno di attualità-inchiesta), oltre 500 incontri, in totale più di 30mila copie vendute, che ne fanno uno degli autori di punta dell’attuale panorama letterario sardo. I numeri dicono tanto, soprattutto se il riscontro del pubblico è sempre positivo a ogni titolo. Solo l’ultimo romanzo storico, “L’Alternos. Il romanzo della Sardegna Rivoluzione” (Condaghes 2024), ha avuto 51 presentazioni e 1500 copie vendute. «E parliamo di pubblico vero, non di partecipazioni sui social. A Semestene, uno dei paesi più piccoli della Sardegna, abbiamo registrato un pubblico di 70 persone. Sono tante. Un autore penso debba parlare con i suoi lettori. Io tra l’altro sono totalmente indipendente, non ho agenti letterari, ho costruito negli anni anche rapporti personali», spiega Lecis.

Nel 2025 le novità saranno due, entrambe per l’editore sardo Condaghes. Il primo libro uscirà nelle prossime settimane, in marzo: “La rivolta”. Sarà il seguito di “La conquista”.

La Sardegna è già sotto il dominio catalano. Ma non accetta così facilmente di essere sottomessa.
«Sassari si ribella al governo aragonese, viene addirittura ucciso il governatore. Racconto allora questo momento storico, con riferimenti a episodi realmente accaduti».

Sarà il quinto romanzo dedicato al medioevo sardo.
«Sì. Una decina di anni fa ho scritto la trilogia giudicale. Nel 2020 invece, con “La conquista”, mi sono soffermato sull’inizio della dominazione catalana. 

A fine anno invece è previsto il seguito dell’“Alternos. Il romanzo della Sarda Rivoluzione”.
«Il titolo sarà “Patriotas” e prenderà in esame, ancora una volta con personaggi di fantasia accanto a quelli reali, il periodo più difficile della “Sarda Rivoluzione”, cioè la repressione, dal 1796 al 1800. Con fatti che si svolgono prevalentemente in Sardegna, ma anche in Continente, per esempio a Livorno, a Genova, in Piemonte».

La tecnica narrativa, per entrambi i due nuovi romanzi, è quella consolidata, su un doppio piano, uno reale e un altro di fantasia.
«Parto da un approfondito lavoro d’archivio, con la consultazione di documenti, a cui affianco una narrazione di fantasia. Parliamo, del resto, di romanzi storici. Per capirci meglio, sulla vita di Angioy e Mundula da esuli si sa e non si sa, ma rimane fondamentale approfondire le fonti, consultare documenti all’Archivio di Stato, interpretare le carte, leggere i libri sull’argomento. Quel periodo, soprattutto a Sassari e nel Logudoro, fu terribile. Cronologicamente arrivo al 1800, con l’attacco dell’armata regia a Thiesi, che portò a una dozzina di impiccati. Faccio rivivere gli arrestati, personaggi anche meno noti di Mundula e Angioy, l’esilio di quest’ultimo, che prima va a Livorno, poi in Piemonte per incontrare il re ma da lì fugge in modo rocambolesco con il cognato… Insomma, c’è tanto da raccontare e ci sarà altrettanto da leggere».

Un tempo si parlava, impropriamente, di letteratura popolare.
«Va detto che il romanzo storico non è in realtà letteratura d’evasione. Perché, al contrario, c’è tutto: storie, intrighi, dialoghi, battaglie, problemi psicologici. Con il valore aggiunto dell’interrogazione, sul perché una cosa è accaduta, e della ricostruzione dei fatti. Poi, un autore può anche prendersi qualche licenza. Ma senza esagerare».

Luca Foddai

 

Vindice Lecis, giornalista e scrittore sassarese, ha lavorato per 35 anni come redattore, capo cronista, capo redattore e inviato in sei testate del Gruppo editoriale l’Espresso {La Nuova Sardegna, Il Centro, La provincia Pavese, La Nuova Ferrara, La Gazzetta di Reggio, Agi-Agenzia giornali locali). Ha scritto i libri La resa dei conti (Ariostea 2003), Togliatti deve morire (Robin, 2005), Da una parte della barricata (Robin, 2007), 1948, la rivoluzione impossibile. Ferrara e l’attentato a Togliatti (2G editrice, 2007), Golpe (Corbo, 2011), Buiakesos (Condaghes, 2012), Il condaghe segreto (Condaghes, 2013), Judikes (Condaghes, 20Ì4), La voce della verità. Storia di Luigi Polano il comunista che beffò Mussolini (Nutrimenti, 2014) Rapidum (Condaghes, 2015), Le pietre di Nur (Robin, 2011, riedizione Condaghes 2016), L’infiltrato (Nutrimenti, 2016), Hospiton (Condaghes, 2017), Il nemico (Nutrimenti, 2018), Ospitone dux Barbarie (Condaghes, 2018), Ollolai e le case a un euro (Condaghes, 2018), Il visitatore (Nutrimenti, 2019), Il cacciatore di corsari (2020), La conquista (Condaghes, 2020), Lotta al terrore. Il Pci contro neofascisti e Br (Bordeaux, 2022), L’ombra del Sant’Uffizio (Nutrimenti, 2022), L’Alternos. Il romanzo della Sarda Rivoluzione (Condaghes, 2024). E il racconto L’attentato che non ci fu nell’antologia Neronovecento (Cordero, 2013). Ha curato nel 2024 la pubblicazione La memoria della storia. 40 anni senza Berlinguer (Regione Sardegna – SAE). Secondo classificato al prestigioso premio letterario internazionale Forum Traiani e altre menzioni. Due rappresentazioni teatrali sono state tratte da L’Infiltrato e La voce della verità. Da Ospitone e Le pietre di Nur sono state tratte altrettante sceneggiature che presto potrebbero diventare film.

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