Alluvione un anno dopo, Ganau a Torpè e Olbia
Il presidente del Consiglio regionale ha partecipato alla cerimonia commemorativa del primo anniversario del tragico evento. «Abbiamo costruito dove non si poteva»

Olbia. Martedì mattina il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau, ha partecipato alla cerimonia commemorativa del primo anniversario dell’alluvione provocata dal ciclone Cleopatra nel comune di Torpè dove nell’occasione è stato intitolato l’anfiteatro comunale alla memoria di Maria Frigiolini, la pensionata vittima dell’alluvione del 18 novembre. A fine mattinata il presidente è arrivato ad Olbia per partecipare al dibattito “Ancora infangati”, al quale hanno partecipato anche il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, gli assessori alla Protezione civile e ai Lavori pubblici, Donatella Spano e Paolo Maninchedda, il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli, i rappresentanti dei comitati degli alluvionati e alcuni studiosi.

«Era doveroso oggi essere qui a Torpè. Ad un anno dal disastro e drammatico bilancio del ciclone Cleopatra ho scelto di stare vicino, anche a nome dell’Assemblea che rappresento, alla piccola comunità di Torpè gravemente colpita dall’alluvione. In momenti come questo è necessario che la Regione dimostri di essere vicino ai cittadini, alle comunità e ai sindaci del territorio». Durante il suo intervento nella sala comunale del paese, subito dopo la cerimonia di intitolazione del nuovo anfiteatro alla signora Maria Frigiolini, vittima del ciclone che un anno fa ha messo in ginocchio il piccolo paese della Baronia, il presidente del Consiglio regionale, ha sottolineato i tanti errori che negli anni sono stati commessi e la scarsissima attenzione dimostrata nei confronti del territorio. «Abbiamo costruito dove non si poteva, tombato corsi d’acqua – ha aggiunto il presidente Ganau – dimostrando chiaramente di non avere alcun rispetto verso la natura e l’ambiente. Purtroppo ho constatato di persona il ritardo evidente negli interventi di ricostruzione e quello storico per la redazione dei piani di assesto idrogeologico. Spesso chi paga sono i sindaci – ha proseguito Ganau – e lo dico da ex sindaco di Sassari. Chi fa l’amministrazione locale sa quanto è difficile redigere i piani di assesto idrogeologico che una volta definiti devono poter essere attuati. Ma le risorse mancano e se ci sono, il patto di stabilità impedisce di spenderle». Secondo il presidente Ganau è necessario che vengano estese le deroghe al patto di stabilità anche ai comuni della Sardegna, compresi quelli che si trovano in zone a rischio, così come richiesto e ottenuto in questi giorni dalle comunità liguri colpite dall’alluvione. «I 500 milioni promessi alla nostra isola dallo Stato – ha concluso Ganau – sui 660 stimati per i danni devono essere richiesti con forza insieme all’impegno da parte di tutti di programmare finalmente interventi di mitigazione idrogeologica».







