Al Cityplex Moderno di Sassari i grandi film della Nuova Hollywood anni ‘70

Dal 13 aprile al 1° giugno, ogni lunedì. Si parte con “Carrie - Lo sguardo di Satana” di Brian De Palma, presentato dal regista Antonello Grimaldi

“La conversazione” di Francis Ford Coppola, protagonista Gene Hackman

Gli anni Settanta rappresentano per il cinema americano un momento di profondo rinnovamento, portato avanti da una nuova generazione di registi che ottengono una maggiore libertà creativa rispetto al classico sistema degli Studios, allora già entrato in crisi da tempo, e rivoluzionano completamente lo stile e i contenuti dei film statunitensi. È il glorioso periodo della Nuova Hollywood, esplorato dalla rassegna Moderno Cult – Anni 70 organizzata dal Cityplex Moderno di Sassari in collaborazione con il Nuovo Circolo del Cinema. A curarla Antonello Grimaldi, Renato Quinzio e Fabio Canessa che accompagneranno il pubblico presentando le proiezioni (tutte in lingua originale con sottotitoli in italiano). In programma otto tra i lungometraggi più significativi di quello straordinario movimento, ogni lunedì dal 13 aprile con orario preserale.

Si comincia con “Carrie – Lo sguardo di Satana”, film del 1976 di Brian De Palma che adattando il romanzo d’esordio di Stephen King costruisce una perfetta macchina del terrore, in cui il sangue diviene mezzo, simbolo e infine conseguenza di una maturazione adolescenziale mai così spietata. Un’opera, con indimenticabile protagonista Sissy Spacek, seminale per come aprirà la strada agli slasher movie degli anni a venire.

La rassegna proseguirà con “Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Steven Spielberg (1977) che mette in evidenza la sua capacità di incidere nell’immaginario e di girare «le scene di vita quotidiana dandogli un aspetto un po’ fantastico e di rendere più quotidiane possibili le scene fantastiche» come disse Francois Truffaut, il grande regista francese qui impegnato come attore principale insieme a Richard Dreyfuss.

“La conversazione” di Francis Ford Coppola (1974) è il terzo titolo in programma, un magistrale thriller con un gigantesco Gene Hackman nei panni di un esperto in intercettazioni. Appuntamento successivo con “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Milos Forman (1975) che regalò a Jack Nicholson uno dei ruoli più iconici della sua straordinaria carriera, quello di uomo che per sfuggire a una condanna ai lavori forzati si finge pazzo e finisce in un ospedale psichiatrico. Il lunedì seguente “Un mercoledì da leoni” di John Milius (1978), epica storia di amicizia e surf, e sette giorni dopo un altro film con protagonista Gene Hackman, in questo caso nella parte di un poliziotto dai metodi spicci: “Il braccio violento della legge” di William Friedkin (1971). Penultimo appuntamento con “Un tranquillo weekend di paura” di John Boorman (1972), thriller ambientato in una natura selvaggia e ostile, prima della chiusura lunedì 1° giugno con “L’ultimo spettacolo”, nostalgico capolavoro firmato nel 1971 da Peter Bogdanovich.

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