Aborto a Sassari, la Società Italiana di Ginecologia: «Si è cercato lo scoop e non la verità dei fatti»
Piena correttezza del comportamento dei sanitari coinvolti. «I media adesso riportino quanto realmente accaduto»
Sassari. Nei giorni scorsi Sassari è balzata alla ribalta nazionale per un (presunto) caso di aborto provocato dal comportamento degli operatori della Clinica ostetrica e ginecologica dell’Aou. È stato il racconto del compagno di una 25enne respinta al pronto soccorso ostetrico perché non aveva il risultato di un tampone molecolare (e che poi avrebbe abortito nel parcheggio delle cliniche), poi ribadito (con alcune differenze: l’emorragia e il conseguente abortito sono accaduti a casa) da lei stessa in tv (da Porro a Rete 4) qualche giorno dopo, a sollevare grande indignazione. Sulla vicenda interviene adesso con una nota ufficiale la Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo). L’episodio, come ricostruito inizialmente, è immediatamente diventato uno dei cavalli di battaglia del fronte no vax e no green pass.
«La vicenda della Clinica ostetrica di Sassari, in cui alcuni ginecologi erano stati accusati di aver avuto atteggiamenti tali da determinare l’interruzione di gravidanza di una donna, ha invece visto confermata la piena correttezza del comportamento dei sanitari coinvolti».
https://www.sardies.it/aou-sassari-corretto-comportamento-al-pre-triage-di-ginecologia-e-ostetricia/
Quanto accaduto, dice la Sigo, è «particolarmente significativo del clima nel quale gli operatori della sanità, e il personale ostetrico-ginecologico in particolare, sono costretti ad operare, esposti quotidianamente al rischio di strumentalizzazioni finalizzate a trarre vantaggi da fantasiosi contenziosi medico-legali, enfatizzati da una risonanza mediatica portata alla ricerca dello scoop e non della verità dei fatti».
Visto risultato dell’indagine interna, la Sigo chiede che il personale sia «maggiormente tutelato e non possa essere oggetto di campagne mediatiche che discreditano non solo i sanitari coinvolti ma tutta la ginecologia italiana». La Società italiana di ginecologia e ostetricia «non vuole disconoscere i casi possibili di “malpractice” ma ritiene che i casi sospetti debbano essere sottoposti, prima di essere presentati all’opinione pubblica, a un’attenta valutazione che verifichi l’esattezza delle informazioni e dia spazio a tutti i protagonisti, e che debbano essere affidati a giornalisti esperti del settore sanitario».
La Sigo è «fiduciosa che le testate giornalistiche che involontariamente hanno gettato discredito su alcuni colleghi, e di riflesso, su tutta la ginecologia italiana, possano riportare all’opinione pubblica la verità nel singolo caso e riaffermare il quotidiano sforzo che tutti i ginecologi italiani fanno quotidianamente per essere sempre vicini alle donne, in ogni loro problematica».








