Compatta e sicura di sé, è una Dinamo che piace

Stefano Gentile da Nazionale, buona la prima per Ethan Happ.  Il punto di Aldo Gallizzi

Stefano Gentile con il Poz

Compatta e mai scomposta anche nei momenti di difficoltà e con le idee molto chiare. Quella vista a Bologna, sul campo della talentuosa Effe che fu prima di Meo e ora dell’uomo Dal Monte, è stata la solita Dinamo si potrebbe dire. Sì, perché questa squadra e questo gruppo ormai hanno abituato un po’ tutti a simili prestazioni. È vero, l’avvio non è stato dei migliori dal punto di vista della reattività difensiva e un po’ di imprecazioni fra i tifosi a casa sono senza dubbio volate, vedendo il biancoblù mancato Adrian Banks alzare la mano indisturbato e metterla dentro da tutte le posizioni. Lentamente il Banco, dopo aver fatto una sosta ai box chiamata da coach Poz e servita a oliare le ginocchia per poterle piegare di più in difesa, ha alzato il numero dei giri. Il risultato è stato che alla lunga Aradori e compagni, non trovando più facili soluzioni, hanno iniziato a spadellare, viceversa Sassari, grazie alla miglior difesa, ha alzato sensibilmente le percentuali in attacco, sino a piazzare l’allungo decisivo nell’ultimo quarto.

In estrema sintesi è stata questa la storia di una partita che il Banco ha fatto sua, allungando a sette la striscia positiva, seven in a row direbbero oltre oceano. Il miglior viatico verso le final eight di Coppa Italia in cartellone da giovedì prossimo al Forum di Assago, alle quali i ragazzi del Poz arrivano nelle condizioni psico fisiche ottimali e con un Happ in più nel motore. Veniamo a lui, l’uomo più atteso, l’ultimo arrivato che ieri ha fatto il suo esordio, guarda caso proprio contro quelli che sino a un paio di settimane fa erano i suoi compagni. Confortante, decisamente confortante e in linea con le aspettative. Il lungo dell’Illinois, al netto di tutte le attenuanti del caso, ha confermato di poter dare una grossa mano. Ha dato respiro a Bilan, ci ha giocato insieme per qualche minuto, ha fatto tante piccole cose, anche qualche pasticcio a dirla tutta e probabilmente fra un paio di settimane e quattro o cinque partite di mezzo per perfezionare l’inserimento e l’affiatamento con i compagni, ne vedremo delle belle. Difficile invece trovare parole per Stefano Gentile, un giocatore al quale la fiducia datagli da Pozzecco, lo ha letteralmente trasformato, da fratello di Alessandro a pedina imprescindibile e punto di riferimento non più solo in difesa ma anche in attacco. Il suo season high di ieri con 17 punti, la metà dei quali scritti a referto nel momento decisivo del match, non sono un caso, ma il frutto del lavoro e della fiducia. Da maglia azzurra.

Aldo Gallizzi 

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