Energia, anche per la Sardegna impianti essenziali per legge

La Confindustria sarda chiede le stesse opportunità garantite alla Sicilia. «Ci auguriamo che i nostri parlamentari riescano a far valere le ragioni dell’Isola, che attende da anni l’accesso al gas metano»

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La centrale elettrica di Fiume Santo

Cagliari. Nei giorni scorsi la Commissione Industria del Senato ha approvato un emendamento che garantisce per legge il regime di essenzialità alle centrali elettriche siciliane sopra i 50 MW. Perché lo stesso non è stato fatto per la Sardegna, unica regione in Italia a non avere il gas metano? Perché non è stato garantito lo stesso trattamento anche alla nostra isola, anche tenendo presente il preciso indirizzo della Giunta regionale che in una delibera del 13 maggio scorso ha sottolineato la necessità di garantire l’essenzialità delle centrali sarde fino all’arrivo del metano? È quanto chiede la Confindustria Sardegna in una nota.

L’emendamento del Senato – spiegano gli industriali sardi – ha un duplice effetto: da una parte, cancella la macrozona Sardegna-Sicilia, dall’altra salvaguarda per legge le centrali siciliane evitando loro il complesso iter per l’autorizzazione tecnica definitiva al sistema dell’essenzialità. La preoccupazione è fortissima. Perché mentre si garantisce per legge e a priori l’essenzialità delle centrali siciliane, lo stesso non viene fatto per la Sardegna, unica regione in Italia a non aver accesso al gas metano. In questo quadro, che ne sarà del sistema energetico sardo?

Il provvedimento – inserito nel dl Competitività e passato al Senato con il voto di fiducia – deve ancora essere approvato alla Camera. «Auspichiamo che il Governo e il Parlamento tengano la Sardegna nella giusta considerazione e ci auguriamo che i nostri parlamentari riescano a far valere le ragioni dell’Isola e a garantire alla Sardegna – che attende da anni l’accesso al gas metano – le stesse condizioni previste per la Sicilia. Ricordiamo che il regime di essenzialità garantisce la sostenibilità del sistema energetico sardo ed è applicato fino al 2014 a tutte le centrali sarde, da quelle Enel del Sulcis agli impianti E.On a Porto Torres, da Ottana Energia alla centrale idroelettrica del Taloro».

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