Ardara, gli abitanti impediscono l’esproprio di un’azienda agricola

Evitato per la seconda volta in poco più di un mese. Il paese si ribella e l’ufficiale giudiziario desiste. I 65 ettari di terreno con abitazione e capannoni erano stati battuti all’asta per 150mila euro

ArdaraUfficialeGiudiziario1Ardara. La famiglia Camboni-Soddu evita ancora una volta lo sfratto della propria azienda agricola. Accade per la seconda volta in poco più di un mese. Ieri mattina un comitato spontaneo di cittadini si è riunito di fronte ai cancelli dell’appezzamento di terreno a S’Elighiu, per fare “bardiania ” e occupare il podere. C’erano rappresentanti del Movimento Pastori, esponenti di Sardigna Natzione, amici e compaesani, ma anche simpatizzanti venuti da mezza Sardegna. Tutti uniti «per difendere in maniera pacifica i diritti della campagna e dire no alle storture del sistema finanziario». Al suo arrivo, l’ufficiale giudiziario accompagnato dai carabinieri, si è trovato di fronte una catena umana impenetrabile. «Qui non si passa», è stato detto più volte. Nonostante i toni siano sempre rimasti pacati, sono stati inutili i tentativi di mediazione. Tanto che il funzionario ha dovuto desistere e ha rinviato lo sfratto a data da destinarsi.

ArdaraUfficialeGiudiziario2I 65 ettari di terreno con abitazione e capannoni, il cui valore effettivo può essere stimato oltre 600mila euro, nei mesi scorsi erano stati battuti all’asta per 150mila. Un affare ghiotto per i misteriosi acquirenti, nonostante una famiglia piegata dalla crisi rischi di trovarsi per strada. «Queste aziende sono finite sotto sequestro per non aver pagato una semplice rata – ha spiegato Bustianu Cumpostu – occorreva una ricontrattazione e noi ci batteremo per fare giustizia». (Salvatore Taras)

 

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