Palazzo Ducale, fase di stallo
Nonostante incontri e vertici ancora non arriva la fumata bianca per la risoluzione della crisi al Comune di Sassari. Le opposizioni protestano in piazza

Sassari. Fase di stallo a Palazzo Ducale per la risoluzione della crisi. Sembra lontana la definizione della nuova Giunta, nonostante si susseguano incontri e vertici. Il Pd avrebbe chiesto al sindaco Nicola Sanna una netta discontinuità con il passato su deleghe assessoriali e metodo di governo. Indiscrezioni, voci, nulla di confermato. Bocche cucite e nessun commento da parte dei protagonisti. Martedì pomeriggio l’ennesimo vertice di coalizione si sarebbe risolto in un nulla di fatto. Ma a quanto pare qualcosa si potrebbe presto sbloccare. Da capire però se questo porterà a un nuovo cammino per l’Amministrazione Sanna o a uno stop, stavolta definitivo. Il termine ultimo potrebbe essere quello della settimana prossima, lunedì o martedì. Prima però si riunirà il Pd, con segretari e big locali, tra domani e lunedì. I termini dell’accordo con il sindaco sarebbero tutti da mettere nero su bianco. Un aggiornamento del Patto per la consiliatura già proposto dal sindaco. La materia del contendere riguarderebbe il metodo di governo e non gli incarichi in Giunta. Si vedrà nei prossimi giorni o addirittura già nelle prossime ore.
Intanto questo pomeriggio alle 17 le forze politiche alternative alla maggioranza di centrosinistra si ritroveranno di fronte a Palazzo Ducale sotto lo slogan “Sassari si ribella”. Una manifestazione autoconvocata da associazioni e cittadini in seguito all’ennesimo rinvio della seduta del Consiglio comunale, deciso mercoledì mattina dalla conferenza dei capigruppo, ha spiegato Manuel Alivesi di Forza Italia. Sul rinvio interviene Giancarlo Carta di Fratelli d’Italia, che oltre a confermare la sua partecipazione all’iniziativa di giovedì pomeriggio si rivolge alla presidente del Consiglio comunale Esmeralda Ughi: «Pur stimandola come persona non posso esimermi da dirle che se non convoca l’Assemblea Civica allora anche lei come gli assessori dovrebbe farsi da parte e rassegnare le proprie dimissioni. Aveva assicurato che il Consiglio (anche a causa di una pratica molto delicata che deve passare entro il 30 giugno) si sarebbe comunque riunito. Lei invece si piega alla volontà del suo partito e fa finta che il tempo non sia una variabile necessaria e che per risolvere le beghe interne al Pd ci voglia tutto il tempo necessario. Se non convoca l’Assemblea allora anche lei come gli assessori dovrebbe farsi da parte e dimettersi», commenta Carta.







