Il M5S a Palazzo Ducale: «Sindaco a casa»

Presentata una mozione di sfiducia al primo cittadino e alla sua Giunta. Per poter essere discussa sono necessarie almeno 14 firme

 

M5SSfiduciaComuneSassari. «È il momento di dire basta a questo teatrino. La pazienza ha un limite, ormai abbondantemente superato. Quello sassarese è un Consiglio comunale che non è più rappresentativo dei cittadini. L’unica strada è restituire la parola agli elettori». Il M5S a Palazzo Ducale in vista della seduta di martedì prossimo raccoglierà le firme per la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Nicola Sanna. Servono almeno 14 adesioni per convocare l’Assemblea e votare; è invece fissato a 18, la maggioranza degli eletti, il quorum per la sfiducia. Subito dopo la seduta di martedì prossimo si vedrà quanti hanno aderito alla mozione, è rivolta a tutta l’opposizione ma anche ai consiglieri scontenti di maggioranza. Per il momento le firme sono cinque: oltre ai tre consiglieri pentastellati Maurilio Murru, Desirè Manca e Marco Boscani, hanno sottoscritto la mozione (che potrà essere protocollata solo una volta raggiunta quota 14) Manuel Alivesi (Forza Italia), che dà per scontata l’adesione del M5S all’analoga mozione del resto della minoranza, e Giancarlo Carta (Gruppo misto di minoranza, Fratelli d’Italia).

«Vediamo chi ha il coraggio di sottoscrivere questo documento. Martedì sera al termine del Consiglio comunale capiremo», dice Maurilio Murru. «La situazione è evidente a tutti. È una città che grida e pretende risposte. In tre anni non ha avuto nessun tipo di progetti di sviluppo. Ricordo che 345 imprese hanno chiuso la loro attività nel 2016. Non ci sono progetti per i giovani, l’emigrazione sta toccando livelli incredibili. Noi abbiamo presentato tantissime proposte, regolarmente respinte. Tanto che ci siamo chiesti tante volte dove vivesse questa amministrazione. Con questa mozione pretendiamo che si vada al voto e che questa città abbia finalmente delle risposte», aggiunge Desirè Manca. «La nostra città è sotto scacco dal centrosinistra da più di 30 anni. Depredata dalle multinazionali, installate a Predda Niedda, dalla grande distribuzione. Ci troviamo davanti a negozi che chiudono, gente disperata che non sa come pagare l’affitto. Non capisco come questi del Pd possano perdere tempo a litigare di fronte a una città in agonia. Chiediamo che i nostri colleghi ci diano la possibilità di mandare il sindaco a casa», rincara la dose Marco Boscani. «Siamo convinti che il Pd possa essere messo in minoranza. Usciamo da questo palazzo e vediamo in che condizioni è la città».

A norma di regolamento comunale (art. 75) una volta protocollata la mozione dovrà essere messa all’ordine del giorno del Consiglio dopo dieci giorni e non oltre trenta dalla presentazione.

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