Nulvi sfida i signori del vento

Il sindaco Cubaiu: «Eolico, è ora di passare dalle parole ai fatti». Oggi un consiglio comunale aperto e di denuncia

 

 

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Il Comune di Nulvi

Nulvi. L’Amministrazione comunale e il sindaco Antonello Cubaiu ritengono fondamentale coinvolgere la popolazione è il consiglio comunale, sulla situazione legata all’annosa questione della ditta di gestione del parco eolico circostante il paese, la Friel, che deve alle casse comunale centinaia di migliaia di euro.

A tal proposito, oggi giovedi 1 settembre, alle ore 18, è stato convocato un Consiglio Comunale (aula consiliare) con diversi punti all’ordine del giorno fra cui uno in particolare, riferibile al contenzioso con i signori del vento. In questa occasione il sindaco Antonello Cubaiu relazionerà a tutto il consiglio sulla situazione, quindi aprirà la seduta anche al pubblico presente dato che è un interesse comune quello che, da tempo ed attualmente risulta un danno alla comunità. La soluzione? Il Comune di Nulvi è determinato ad intraprendere un contenzioso con la società Friel, e proprio per questo ha dato incarico ad uno studio legale che ha già stilato apposito parere sulla questione.

«I nostri interlocutori continuano a non versare alla nostra comunità quanto stabilito dalla convenzione stipulata nel 2004 – afferma il primo cittadino di Nulvi -. Qualche pagamento sporadico, un’ultima tranche nel 2015 e oltre € 400 mila complessivi di pregresso che presto arriveranno a € 500 mila. Abbiamo avuto diversi incontri, ma non si è risolto nulla. Dopo attese, confronti stringenti e un prevedibile gioco delle parti abbiamo deciso di dare una scossa: apriremo un contenzioso legale – prosegue –. Io già a settembre 2015 avevo comunicato tutto al Consiglio e alla popolazione, ma abbiamo aspettato perché la speranza era che tutto si sarebbe potuto risolvere. Ma così non è stato, per cui dalle parole passiamo ai fatti: non resteremo passivi per quattro anni. Loro hanno firmato un contratto e lo devono rispettare – chiude Cubaiu –. La giustizia farà il suo corso, ma noi non staremo a guardare».

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