Tutti uniti a difesa del sistema sanitario del nord ovest

Partecipato incontro con i rappresentanti del territorio. Gianfranco Ganau: «Un errore partire dalla riforma della rete ospedaliera». Nicola Sanna: «Con la Asl Unica troppo potere ad un solo soggetto»

 

 

 

SanitaSS3Sassari. E adesso l’Asl Unica può davvero diventare realtà. Lo ha deciso questa mattina la Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Sanità Luigi Arru. Una sola Asl chiamata Asur, a cui si affiancheranno le attuali due Aziende Ospedaliero Universitarie di Sassari e di Cagliari e l’Azienda Brotzu. Un passaggio che fa già discutere e al quale, insieme alla riforma della rete ospedaliera regionale, era dedicato l’incontro pubblico promosso lunedì sera nella sala conferenze del Comando dei Vigili Urbani di Sassari. Un’assemblea senza etichette politiche e che aveva come obiettivo di riunire tutte le voci del territorio del nord ovest. «Non stiamo avanzando rivendicazioni senza fondamento, ma si basano sul principio dell’appropriatezza della cura», ha esordito l’assessore comunale alle Politiche Sociali Monica Spanedda, che ha coordinato l’incontro. «Abbiamo forti perplessità dal punto di vista gestionale, a cominciare dall’incorporazione del Santissima Annunziata nell’Aou. Il nostro territorio attualmente risulta pesantemente ridimensionato. Ci sono differenze tra l’hub di Sassari e quello di Cagliari, con quest’ultimo che ha più specialità. Poi c’è il tema del taglio di posti letto, nonché l’assenza di presidi di primo livello nel nord ovest. Chiediamo semplicemente che siano rispettati gli stessi parametri». Ecco perché è importante che i rappresentanti del territorio nelle istituzioni siano uniti, senza appartenenze politiche. Già il titolo dell’incontro-dibattito era eloquente: “Per una Sanità universale e solidale”. Un appello raccolto da consiglieri regionali, sindaci, amministratori, rappresentanti degli ordini e delle categorie professionali, dei sindacati, ma anche personale medico, infermieristico e tecnico, associazioni di volontariato e tanti cittadini. Tutti uniti per difendere la sanità del nord ovest e chiedere un servizio migliore alla Giunta regionale. I messaggi sono stati chiari e rivolti al presidente Pigliaru e all’assessore Arru.

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Nicola Sanna

«In Regione ci stiamo avviando alla fase conclusiva della riforma sulla rete ospedaliera. E anche se condividiamo la necessità di una rivisitazione delle Asl, del sistema ospedaliero e di quello socio-sanitario, più volte abbiamo evidenziato elementi di criticità di questa riforma che vanno corretti», ha detto il sindaco Nicola Sanna. L’hub ospedaliero di Sassari, che servirà il nord ma anche il centro della Sardegna, sarà di secondo livello e non potrà che avere pari peso con quello del sud. Per non parlare della necessità che il nord ovest abbia un ospedale di primo livello, in questo momento non previsto, e che sia costituito in rete mettendo insieme gli attuali presidi di Alghero e Ozieri, più le strutture di Thiesi e Ittiri. «Serve un’azione unitaria verso chi deve decidere, Giunta e Consiglio regionale. La riduzione della spesa sanitaria deve essere l’obiettivo». Con la Asl Unica? «Non so se possa essere la risposta che conduce alla via del risparmio. Se pensiamo di dare un unico grande potere, anche politico, a una sola realtà che deve gestire più della metà del bilancio regionale, penso che sia un grande errore».

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Gianfranco Ganau

Su questo punto, è stata chiaro il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, il cui intervento era molto atteso. «Per la sanità in Sardegna spendiamo quasi 400 milioni di euro di più di quelli che abbiamo a disposizione. Questo per dire che un intervento di razionalizzazione è necessario. Sulla riforma della rete ospedaliera credo che invece vadano rivisti diversi punti», ha esordito Ganau. «È stato fatto un errore: si è voluti partire dalla rete ospedaliera, anziché dal territorio. È ovvio che i cittadini non trovando risposte nei servizi di prossimità intasino il pronto soccorso, non trovando così una risposta adeguata al servizio di emergenza. Teniamo presente che il 118 è fermo al 1998: da allora a oggi non è aumentato di una sola postazione medicalizzata. Ma soprattutto siamo l’unica regione senza i punti di primo soccorso, che non sono mai stati attivati. Il sistema territoriale va rivisitato, prevedendo case della salute e potenziando i servizi dei poliambulatori. È normale che cittadini e amministratori che non hanno garanzia che il sistema sta migliorando si indignino e protestino. Pensiamo alla difesa dei punti nascita: ovviamente uno li difende anche se ci sono rischi perché sa che non sono garantiti servizi di trasporto. Se non ho altro voglio difendere quel punto nascita, sebbene non si raggiungano i livelli minimi stabiliti dal Ministero. Credo che allora che abbiamo commesso un errore metodologico gravissimo».

SanitaSS1I due hub devono essere equivalenti. «Anche qui: credo sia evidente a tutti che l’organizzazione basata su hub e spoke sia moderna. Non va invece bene che in un hub, quello di Cagliari, siano presenti tutte le specialità avanzate, mentre nell’altro ce ne siano tre su dieci. Tanto per capirci, non è accettabile che metà Sardegna debba fare le cure oncologiche avanzate a Cagliari; come è accettabile spostare su un ospedale privato (il Mater di Olbia dall’Aou di Sassari) la chirurgia neonatale». Diverso invece il ragionamento sulla Asl Unica. «La proposta di legge credo che arriverà in Consiglio regionale in questi giorni. Non sono un appassionato della Asl Unica. Ma le gestioni commissariali hanno dimostrato di non essere in grado di governare bene la sanità sarda. In alcune realtà si è creata un’ulteriore distanza con i pazienti. In una situazione così la Asl Unica può essere una misura emergenziale e anche transitoria, se volete. Questo passaggio porterà in ogni caso ad una sospensione della discussione sulla rete ospedaliera, che va rivista affiancando il piano sulla rete territoriale. Altrimenti, se cambiamo il numero dei posti letto adesso, non avremo cinque barelle nella corsia di un reparto, ma venti», ha concluso Ganau.

All’incontro sono intervenuti come relatori anche il sindaco di Alghero Mario Bruno, il delegato del rettore dell’Università di Sassari e responsabile di Chirurgia generale dell’Aou di Sassari Alberto Porcu, il responsabile di Cardiologia pediatrica Mario Pala e il responsabile del Pronto soccorso e Medicina d’urgenza Mario Oppes. (luca foddai)

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