Rete ospedaliera, il Comune di Sassari chiama la Regione
Sì all’unanimità all’ordine del giorno predisposto insieme alle Commissioni Sanità di Alghero, Ozieri, Ittiri e Thiesi. Nicola Sanna: «L’unità è un elemento di forza». No al rischio ridimensionamento

Sassari. Il Consiglio comunale ha detto sì all’unanimità alla richiesta di modifica del progetto di rete ospedaliera portato avanti dalla Giunta regionale e che l’Assemblea Legislativa sarda si appresta a discutere. È stata Carla Fundoni (Pd), presidente della V Commissione permanente (Cultura, Sanità e Servizi Sociali) ad illustrare l’ordine del giorno scaturito dalla riunione congiunta della scorsa settimana a Palazzo Ducale con le rispettive commissioni consiliari di Alghero, Ozieri, Ittiri e Thiesi.
«Considerato che i pilastri di questa importantissima e sostanziale riforma trovano le basi su qualità, appropriatezza, creazione della rete ospedale-territorio-emergenza urgenza, miglioramento degli indici di complessità della casistica dei professionisti», è scritto nell’ordine del giorno, che così prosegue: «Dato che con la riorganizzazione della rete ospedaliera, il progetto ambizioso ma necessario, di promuovere un uso appropriato dell’ospedale, delle risorse, senza più doppioni, e la messa sotto controllo della spesa farmaceutica si possa fare un primo passo decisivo per riportare in pareggio il sistema e far sì che le buone pratiche che si vogliono introdurre diventino durature, non potendosi più procrastinare la tuttologia dovunque, rendendosi obbligatoria la messa in opera di servizi funzionali che garantiscano qualità di cure e assistenza. Posto che la sanità pesa fino al 50 per cento sul bilancio della Regione e che il precedente debito (quasi 400 milioni di euro) è sicuramente fondamentale nella dinamica delle scelte operate, tuttavia queste non possono essere condivise in maniera totale. Infatti una sforbiciata dopo l’altra il SSN comincia a dare i primi segni di cedimento, sebbene ancora tra i primi al mondo e l’aumento delle diseguaglianze non solo tra Regioni, ma anche tra cittadini e famiglie, porta via pezzi di universalismo e di equita’, declinando quel diritto alla salute secondo il censo e la residenza riportato nell’art 32 della costituzione, portando ad un incremento del numero di italiani (6 milioni, secondo dati Istat 2015) costretti a rinunciare alle cure, a causa delle lunghe liste di attesa nella sanità pubblica e dei costi proibitivi in quella privata.
Considerato che secondo i parametri nazionali si contano circa 3,7 posti letto x 1000 abitanti (3 per acuti e 0,7 per la lungodegenza) e che nella bozza di riforma si riducono a 3,48 x 1000 abitanti (Cagliari 4.40, Nord-est 3.41, Sassari 3,27) numero quindi insufficiente a far fronte alle esigenze della popolazione, a questo si aggiunge il blocco del turn-over nelle assunzioni in sanita’che costringe il personale a turni stressanti con conseguente dis-organizzazione del lavoro, meno sicurezza e rischio di in appropriatezza nelle cure. Dato che una riforma di questo impatto non può che essere portata avanti parallelamente a quella degli enti locali, con un chiaro disegno di programmazione e ridistribuzione di risorse distribuite nel territorio che non decretino cittadini metropolitani e unioni di cittadini e garantendo stesse possibilità e certezza delle cure per chi vive a nord o al sud o al centro della Sardegna. Considerato che la certezza dei conti non può prescindere dal considerare che si tratta di servizi fondamentali ed essenziali, non si parla di numeri ma di pazienti, persone, cittadini che devono sapere che a loro è garantito quel servizio per cui pagano le tasse e che ormai non si possa più prescindere dal considerare sanità e sociale un unico ambito. Dato che le criticità poste in evidenza suggeriscono che politiche di tagli senza programmazione si traducono in uno scenario dove i pazienti rischiano di raggiungere una diagnosi circostanziata in tempi nettamente superiori a quelli ottimali e quindi a potenziali danni da progressione di malattia con la conseguenza che gli stessi operatori sanitari siano esposti a rischi medico legali, che a tutto ciò si sommino la mancanza di farmaci, presìdi, attrezzature e l’inadeguatezza delle strutture e che quindi in queste condizioni la possibilità di svolgere l’attività assistenziale in modo ottimale e di dare una risposta in termini qualitativi, quantitativi e tempestivi alla domanda di diagnosi e cure della nostra utenza, si stanno progressivamente riducendo. Considerato che quanto su esposto porta ad un ridimensionamento inaccettabile per le strutture del territorio del Nord-Ovest della Sardegna, si ritiene opportuno sollecitare affinchè: le strutture sanitarie di Sassari e del nord-ovest non subiscano tagli dei posti letto previsti e venga garantita pari dignità tra i due HUB di Sassari e Cagliari mantenendo la chirurgia pediatrica e la rete pediatrica con la terapia intensiva pediatrica, la rete oncologica, il centro di sclerosi multipla, la rete per la terapia del dolore, la chirurgia toracica, la degenza per radioterapia; vengano garantite strutture sanitarie territoriali (Hospice, case della salute e Ospedali di Comunità) adeguate alle esigenze del territorio; non vengano ridotte le strutture che inevitabilmente porterebbero ad una riduzione del numero di studenti della facoltà di medicina e di conseguenza delle scuole di specialità; modificare il testo di riforma della rete ospedaliera sostituendo l’indicazione ad un presidio di Base con un Presidio di 1 Livello (Alghero-Ozieri-Ittiri-Thiesi), abrogando la dicitura presidio nodo della rete ospedaliera regionale (NROR); garantire finanziamento e progettazione del Nuovo Ospedale Civile di Alghero; riformulare emoteca in centro trasfusionale per Alghero e Ozieri; mantenere attivo il punto nascite in considerazione del Presidio di 1 Livello di Alghero-Ozieri-Ittiri-Thiesi; attivare l’unità operativa di Rianimazione/semintensiva e Centro traumi di zona presso l’ospedale di Alghero e Ozieri; nel presidio di 1 livello Alghero-Ozieri-Ittiri-Thiesi per i presidi di Ittiri e Thiesi è prevista la nascita dell’Ospedale di comunità e il mantenimento dei rispettivi reparti di lungodegenza.
In relazione a quanto su richiesto, in seguito all’incontro delle commissioni sanità di Sassari-Alghero-Ozieri-Ittiri-Thiesi, si dà mandato ai presidenti delle rispettive commissioni di promuovere un incontro con i consiglieri regionali del territorio, di programmare audizione delle stesse c/o la commissione sanità regionale, e a seguito di questo impegna il sindaco di Sassari e i sindaci del territorio del Nord-Ovest della Sardegna a richiedere un incontro urgente con il Presidente della Regione e con l’Assessore alla Sanità».
«Sono le stesse osservazioni che i portavoce del M5S del nord Sardegna avevano inserito in un documento trasmesso in Regione e in seguito al quale erano stati convocati dall’assessore Arru. Il dispositivo di questo ordine del giorno avrà dal nostro gruppo una ovvia condivisione», ha commentato Desirè Manca del M5S. «Assistiamo sgomenti ad un continuo impoverimento del nostro territorio, con un cagliaricentrismo costante che va avanti da tempo. L’equiparazione degli hub di Cagliari e Sassari è solo sulla carta. Sappiamo che l’approvazione di questo ordine del giorno non avrà alcun effetto pratico. Ma non negheremo il nostro voto favorevole nella speranza che una presa di posizione forte e decisa possa far trovare a sindaco e assessori quel coraggio necessario per contrastare con misure finalmente efficaci e tempestive le scellerate politiche dell’Amministrazione regionale».

«Quello che differenzia il ruolo di chi governa una città da chi deve fare opposizione è che quest’ultima può esprimersi in un modo meno responsabile, rappresentando una parte e non l’insieme, che deve invece tenere conto di alcuni obiettivi strategici come porre un termine a quello che era un proprio andazzo nella sanità sarda di utilizzare questo comparto senza regole, incrementando spese a dismisura su farmaci e macchinari che non avevano ragion d’essere. Occorreva insomma mettere un freno allo spreco attuato dalle Giunte di centrodestra alla guida della Regione», ha subito replicato il sindaco Nicola Sanna. «Abbiamo già chiesto in assemblea con gli altri sindaci che alcuni provvedimenti siano derogati. Il blocco del turn over, per esempio, in una situazione di costituzione di una nuova azienda ospedaliera con gli ospedali che costituiranno l’hub, non ci può essere. Si parla semplicemente di una sostituzione del personale andato in pensione. Se non viene garantita adesso la risposta all’emergenza non raggiungeremo l’obiettivo della fusione dell’ospedale nella Aou».
«L’obiettivo strategico è fare un hub di valenza regionale», ha ripreso il primo cittadino. «Abbiamo sottolineato in maniera precisa le necessità del nostro territorio. E questo è riportato nell’ordine del giorno. La nostra è stata un’azione coordinata e non perderemo l’occasione per tutelare i diritti dei cittadini. Lunedì prossimo ci sarà un’assemblea ad Abbasanta con la partecipazione dell’assessore regionale. Porteremo questo documento e sarà un elemento di forza. Questa la nostra sfida».







