Alla Sala Sassu la chitarra di Maria Luciani

Questa sera alle 19 concerto per i Mercoledì del Conservatorio di Sassari. In programma musiche di Mangore, Giuliani, Dowland, Britten e De Falla

 

MariaLucianiSassari. Prosegue la stagione “I Mercoledì del Conservatorio” con una giovane promessa del concertismo italiano: La chitarrista Maria Luciani che si esibirà il 9 marzo alle 19 in Sala Sassu. Dopo avere terminato col massimo dei voti gli studi al Conservatorio sassarese sotto la guida di Roberto Masala ottiene numerosi premi e riconoscimenti in concorsi strumentali sia come solista che in formazioni da camera. Si è esibita in diverse stagioni concertistiche da associazioni culturali e istituzioni in Italia e all’estero.

Il concerto si aprirà con l’esecuzione di quello che da molti viene considerato il capolavoro del chitarrista e compositore paraguaiano Augustin Barrios Mangore (1885-1944) ovvero la suite in tre movimenti intitolata “La catedral”. Il compositore, che ebbe una vita travagliata ed errabonda, scrisse questo brano nel 1921 mosso dalle suggestioni che lo attraversarono visitando la cattedrale di Montevideo e che si muovono tra sentimento di raccoglimento religioso, maestosità e meraviglia virtuosistica. Sotto il profilo strettamente musicale, si possono anche rilevare, nella scrittura dei tre movimenti (Preludio saudade, Andante religioso, Allegro solemne) alcuni stilemi mutuati dalla lezione bachiana e comunque una cifra di scrittura di pregio che entusiasmò anche il celebre chitarrista Andrés Segovia, il quale ne rimase affascinato. Ancora di Barrios, Maria Luciani proporrà la neoclassica “Gavota en lo Estilo Antiguo”.

Altro classico che arricchisce spesso i programmi per chitarra sola è la musica di Mauro Giuliani (1781-1829) uno dei punti di riferimento della scuola chitarristica italiana di tutti i tempi e spesso definito il “Paganini della chitarra” per la sua scrittura elegante e virtuosistica che si potrà apprezzare pienamente nell’esecuzione della “Grande Ouverture, op. 61”. Il programma prevede anche Homenaje pour le Tombeau de Debussy che Manuel De Falla scrisse nel 1918, due anni dopo la morte del grande compositore francese di cui era amico. Si tratta di un brano ricco di suggestioni derivate dallo stile “cante jondo” che lo stesso Debussy aveva interpretato nelle sue “Soirèe dans Grenade” evocando l’atmosfera calda e luminosa della siesta a Granada. Così è il ritmo di Hanbanera a fare da scansione nel ricordo amicale di questa elegia funebre che risulta così al contempo struggente e viva.Compiendo un salto di trecento anni verso il passato, la chitarra di Maria Luciani si cimenterà con le sonorità sicentesche vergate nel 1596 dal celebre compositore inglese Johnn Dowland, con la “Earl of Essex Galliard” raffinato esempio di trattemento di temi popolari intrecciati tra loro e arricchitti di variazioni, scritto in omaggio alla figura del travagliato conte di Essex Roberto Devereux, condannato a morte per tradimento nel 1601 la cui vicenda ha ispirato poi nell’800 anche famose pagine del melodramma.

Con un bel collegamento al compositore inglese secentesco appena citato si chiuderà la serata offrendo l’esecuzione degli otto movimenti in cui si articola uno dei brani di riferimento per ciò che attiene la letteratura chitarrista del ‘900 ovvero il “Nocturnal after John Dowland” op 60 di Benjamin Britten, certamente il compositore britannico tra i più apprezzati da esecutori e pubblico delle sale da concerto.

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