Sassari città metropolitana? Un’altra volta…
No di Pigliaru e Soru. La direzione regionale del Pd ha deciso che si andrà avanti sul progetto della Giunta di riforma degli enti locali

Sassari. «Un’altra volta». È la frase con cui il colonnello Douglas Mortimer (Lee van Cleef), con un sorriso amaro, rinunciava (volontariamente) alle taglie dell’Indio e della sua banda lasciando tutto al Monco (Clint Eastwood). Allora, Sassari città metropolitana? Un’altra volta (e non volontariamente). Se ne riparlerà al prossimo giro. Quando? Senza necessariamente scomodare nuovamente Sergio Leone e il suo “Per qualche dollaro in più”, la risposta è una sola: mai. Sì, perché quanto accaduto oggi (sabato) costituisce la pietra tombale alle rivendicazioni di Sassari. La Sardegna avrà una sola città metropolitana, Cagliari. E lo hanno detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru, intervenuto alla direzione regionale del Pd riunita a Oristano, e il segretario Renato Soru.
«Questa è una stagione di grandi riforme e i risultati arriveranno», ha detto Pigliaru. «Abbiamo parlato a maggio dei treni che vanno tra Sassari e Cagliari in un’ora e 59 minuti e da Sassari a Olbia in poco più di un’ora: il nord ovest c’è eccome in questa visione. C’è il collegamento dell’aeroporto di Alghero con Sassari, stiamo chiedendo al Governo di non definanziare questo importante intervento. Sulla riforma degli Enti locali ho un’opinione consolidata: possiamo fare modifiche, non stravolgimenti perché abbiamo davanti una proposta molto seria. Sembra che tutto lo sviluppo dipenda dal riordino degli Enti locali ma non è così: questa legge si occupa di enti locali. Da questa legge dipendono dei buoni servizi per la gente, le strategie per combattere lo spopolamento ma è un tassello di un mosaico molto più ampio. Il tema dello sviluppo è molto più ampio e più complesso, richiede visione, idee, coraggio nelle scelte per cui mi aspetto di ragionare insieme a tutti mettendo a correre progettualità. Ora stiamo facendo un disegno di legge in cui al centro ci sono le unioni dei comuni. Di questo dobbiamo parlare come elemento costitutivo della riforma degli enti locali in Sardegna. Sulla base di questo costruiamo ragionamenti di gestione di area più vasta in base alle esigenze collettive». E la città metropolitana di Sassari? Non ci sarà. La chiave di volta è la densità media per chilometro quadrato, in Italia di circa 600 abitanti: ebbene, quella di Sassari, ma anche di Olbia, è di appena 64. Numeri impietosi. «Io sono sassarese e sto facendo un discorso per me scomodissimo, ma lo faccio perché ci credo. Mi sto prendendo delle responsabilità, ci metto la faccia e spero che tutti voi facciate altrettanto».

Lo stesso ragionamento lo ha fatto Renato Soru, europarlamentare e segretario del partito. «Proprio perchè pensa a tutta la Sardegna, la proposta della Giunta definisce la città metropolitana attraverso la densità, senza privilegiare un’area piuttosto che un’altra», ha spiegato Soru. «Quei comuni intorno a Cagliari erano già conurbati trent’anni fa e oggi con lo sviluppo urbano c’è di fatto una città unica. C’era prima e a maggior ragione c’è oggi. Non si sta portando tutto il potere al sud, si stanno correggendo scelte del passato che si sono rivelate poco efficienti. Inoltre la riforma non centralizza verso la Regione, ma va più vicino ai comuni. L’idea è quella di andare più vicino ai cittadini». E le province non possono rinascere. «I cittadini hanno già parlato, hanno detto basta alle province e noi dobbiamo ubbidire ai sardi. Nel momento in cui entriamo in questo schema le aboliamo tutte: c’è un procedimento già incardinato che mira a questo risultato». La città metropolitana di Cagliari è cosa ben diversa: «La proposta in campo non vuole ricreare le province dando loro un nome diverso. In nessun caso il concetto di città metropolitana può coincidere con l’area dell’ex provincia». Ma non ci sono solo le città, e la città metropolitana a cui fare riferimento. Modelli di sviluppo sono anche quelli dei piccoli comuni, ma anche lo sviluppo rurale, i territori: «Per questo nascono le unioni di comuni, per questo siamo interessati a come verrà declinato il piano per il Sud che riguarda tutta la Sardegna».
La Direzione regionale ha così deciso di dare mandato al capogruppo in Consiglio regionale Pietro Cocco di rappresentare in sede legislativa la sintesi espressa dal segretario Soru.





