Comune di Sassari, si dialoga
Si è chiuso senza novità di rilievo il primo vertice convocato per risolvere la crisi a Palazzo Ducale. Clima costruttivo nel Pd. I monogruppo insistono con il secondo assessorato

Sassari. Clima costruttivo e nuova giunta forse pronta già in settimana. Si è chiuso così il primo vertice del Pd convocato per risolvere la crisi al Comune di Sassari. Se ne riparlerà venerdì, al prossimo incontro aperto a consiglieri regionali e parlamentari. Non solo quindi i segretari cittadino e provinciale ed i consiglieri comunali sono chiamati a superare il clima di non dialogo che la settimana scorsa ha portato ad una accelerata improvvisa, con l’azzeramento delle deleghe assessoriali.
Saranno questi allora giorni in cui si intensificheranno i faccia a faccia, le proposte ed anche i no. Come quello arrivato dai consiglieri monogruppo alla soluzione che sarebbe stata prospettata dallo stesso sindaco, intenzionato a tenere botta a tutte le richieste di azzeramento totale dei nomi degli assessori uscenti. Visto che anche Ora Sì adesso può contare su un solo consigliere, Amalia Cherchi potrebbe essere messa “in quota” monogruppo, anche se per soli sei mesi. Ipotesi rifiutata con decisione: la richiesta è sempre e solo una, il secondo assessore, che affiancherebbe Ottavio Sanna del Partito dei Sardi. Il ragionamento dei cinque monogruppo è questo. Nella coalizione di fatto ci sono due anime. Da una parte il Pd, con le liste civiche collegate, Ora Sì, Sassari Bella dentro e, da pochi mesi, anche Città Futura, tutte espressione, dicono i monogruppo, del Pd. Dall’altra Sel, Upc, Idv, Centro Democratico e Partito dei Sardi, che da soli raccolgono circa 15 mila voti e sono partiti presenti anche in Parlamento. Già oggi comunque ci potrebbe essere un nuovo incontro tra sindaco e monogruppo.
I problemi insomma sembrano in questa fase (quasi) tutti con i monogruppo. Con il Pd invece il sindaco Nicola Sanna avrebbe instaurato un clima di collaborazione e dialogo. Un po’ con tutte le anime. Difficile però dire quale Giunta verrà fuori. Di nomi pare che ancora non si sia discusso, almeno apertamente. Il primo cittadino è decisamente orientato a riproporre lo schema uscente, con il più che probabile sacrificio di Amalia Cherchi, assessora in quota Ora Sì. Il totale è di cinque posizioni messe a disposizione, la metà delle dieci totali. Quasi certo un complessivo rimescolamento delle deleghe. Una Giunta nuova per metà nelle presenze assessoriali insomma, con alcuni punti fermi: Gianni Carbini, Monica Spanedda, Grazia Manca, Alessio Marras e Ottavio Sanna.
Delle cinque posizioni rimanenti una è possibile sia data ai monogruppo. Delle altre quattro occorre adesso capire. Per Ora Sì, che attualmente conta solo su Nanna Costa, cadrebbe la rappresentanza in Giunta. Che invece potrebbe essere ottenuta da Città Futura, che di consiglieri ne ha tre (e tra l’altro potrebbero salire presto a quattro). A quest’ultimo gruppo andrebbe però, dando retta ai “si dice” (quindi non c’è nulla di ufficiale), la presidenza del Consiglio comunale con Efreem Carta (per la quale sarebbe stato fatto il nome anche di Stefano Perrone del Pd). Rimarrebbero così però solo tre posti, tutti in Giunta, che dovrebbero essere suddivisi tra le altre componenti di area Pd, tra le quali anche l’associazione culturale Intregu, laboratorio politico aperto e che in Consiglio comunale conterebbe sulla presenza di tre eletti (Antonio Piu, Carla Fundoni e Pierpaolo Bazzoni, ieri presente, dopo la presa di posizione di sabato scorso, agli incontri che hanno preceduto il vertice plenario del pomeriggio, più Lisa Benvenuto). Alla fine insomma, ancora una volta, i numeri non sembrano tornare. Ma a questo punto il peso delle deleghe (tra lavori pubblici, urbanistica o programmazione e servizi informatici o politiche sociali c’è una bella differenza) potrebbe sbloccare l’impasse.








