Torres, Lega Pro con due punti di penalizzazione
La società sassarese evita la retrocessione. Disposti due anni di inibizione per il presidente Capitani. I commenti dell’avvocato dei rossoblù e della Fondazione Sef Torres 1903
Sassari. La Torres rimane in Lega Pro ed evita la retrocessione in D. Il prossimo campionato la vedrà giocare nel girone A del campionato, con due punti di penalizzazione alla partenza. È il verdetto della giustizia sportiva, che ieri non ha accolto la richiesta del procuratore Palazzi di fare retrocedere la società rossoblù. Sono state invece disposte alcune ammende ed inibizioni. La società sassarese dovrà pagare 25 mila euro, stessa cifra decisa per il presidente Domenico Capitani, condannato anche a due anni di inibizione. Sono stati inoltre disposti 15mila euro di ammenda per il direttore sportivo Vincenzo Nucifora e per l’allenatore al momento dei fatti contestati Francesco Massimo Costantino; per il primo ci sono anche tre mesi di inibizione, per il secondo tre mesi di squalifica.
«È stata una sentenza che ha accolto in primo grado le nostre argomentazioni difensive e questo sicuramente è un elemento molto positivo. La valutazione dei giudici ha seguito, d’altronde, il percorso più logico». Sono le prime parole dell’avvocato rossoblù Antonio De Rensis dopo la sentenza di primo grado sul processo “Dirty Soccer” che consente alla Torres di proseguire il proprio percorso in Lega Pro (con penalizzazione di due punti). «Si tratta di una sentenza importantissima da parte dell’organo giudicante di primo grado, ora ci sono termini molto ristretti per presentare il reclamo per il secondo grado, noi cercheremo di far ridurre o eleminare la sanzione a carico del presidente e della Torres, la Procura, immagino, presenterà a sua volta un reclamo per vedere accolte le tesi accusatorie iniziali. Penso che i primi giorni di settembre si dovrebbe svolgere il processo di secondo grado per veder un definitivo giudicato su questa vicenda che sicuramente ha comportato per tutti un grandissimo impegno, una grandissima fatica e una partecipazione umana importante. La Torres è una società con una grande storia, rappresenta un’isola meravigliosa e merita di rimanere nei campionati professionistici, così come è stato deciso dai giudici del primo grado. Ora cosa accadrà? Io cerco di essere sempre molto razionale. Prendo atto con grande soddisfazione del primo giudicato che ha accolto le nostre tesi ma sono già determinato a difendere la Torres e il suo presidente nel secondo giudicato che ci attende. Dunque grande soddisfazione ma anche grande determinazione, anche perché i tempi sono molto ristretti».
La Fondazione Sef Torres 1903 gioisce insieme alla società, allo staff tecnico, ai giocatori e, soprattutto, insieme a tutti gli altri tifosi sassaresi per la decisione del tribunale federale nazionale, che ha sostanzialmente accolto la tesi difensiva della Torres. In oltre 110 anni la reputazione della società sassarese non è mai stata macchiata dall’onta del coinvolgimento in simili vicende, che non appartengono alla cultura del club e ai valori che ne hanno ispirato la nascita, la sua lunga storia e il suo glorioso blasone, elemento di riconoscimento e di apprezzamento in tutta Italia. La Fondazione esprime soddisfazione per un provvedimento che – al di là dei risvolti concreti, come l’auspicata permanenza nel calcio professionistico e la altrettanto auspicabile continuità del progetto societario e tecnico – preserva la Torres e il suo buon nome dal coinvolgimento in un episodio che nuoce a tutto il movimento e minaccia il patrimonio morale di cui la Torres è portatrice da sempre.








