Faradda 2015, rimangono solo i fischi?
Un evento che per un giorno porta Sassari alla ribalta internazionale non può permettersi di essere “sporcato” da manifestazioni estranee alla tradizione e ormai ridotte ad insulti gratuiti
Sassari. È la festa più importante di Sassari, riconosciuta dal dicembre 2013 anche dall’Unesco, che ha premiato la Rete delle Feste delle Grandi Macchine a spalla e di conseguenza i singoli eventi. La Faradda è quindi un bene immateriale dell’umanità da preservare. Lo dice un ente dell’Onu: l’Unesco è infatti un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite creata con lo scopo di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni con l’istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l’informazione. Ma il riconoscimento riguarda anche i fischi che immancabili ogni anno sono diretti al sindaco ed all’Amministrazione comunale? Negli anni, va detto, non sono mai mancati. Cambiava l’intensità, ovviamente. Ma alla fine quali sono le conseguenze di una contestazione di questo tipo? Il dibattito è aperto, soprattutto su Facebook. E allora, quest’anno come è andata? I fischi ci sono stati e sono stati tanti, fragorosi, rumorosi ma anche tanto fastidiosi. Una festa patrimonio dell’umanità rovinata da manifestazioni di volgarità e di insulti rivolti a sindaco ed assessori di cui si farebbe volentieri a meno. Considerazione condivisa da tanti. Con grande coraggio e fermezza lo dice anche don Gaetano Galia, direttore della Caritas diocesana e cappellano nel carcere di Bancali. «Si potrà fare una riflessione senza essere fraintesi politicamente? Speriamo di sì – scrive sul suo profilo pubblico di Facebook, in un post che ha ricevuto in poche ore 244 “mi piace” e ben 94 condivisioni –. Sono amico di Nanni Campus, di Gianfranco Ganau e di Nicola Sanna. Parlo da educatore. Ieri (venerdì, ndr) ci sono rimasto male, da sassarese accudiddu, a vedere il primo cittadino, sbeffeggiato davanti a più di centomila turisti». E più avanti una riflessione che è difficile, se non impossibile, non condividere. «Esistono modalità democratiche, non violente, ma vi assicuro efficaci, con cui manifestare la propria insoddisfazione. L’usanza era simpatica i primi anni, quando la festa era tra noi, ma oggi è davvero deprecabile un simile atteggiamento. Alla Faradda no, ora che siamo patrimonio dell’Unesco, non si può più essere provinciali».
Non è allora più una questione di promozione o bocciatura di un’Amministrazione comunale. La Faradda, lungo il percorso, è fatta di Candelieri, di portatori che fanno ‘ballare’ i grandi ceri lignei e di gremianti che custodiscono con cura una tradizione secolare, religiosa e storica, ricca di fascino. Ecco perché i fischi sono decisamente inutili e dannosi. Innanzitutto perché non si tratta di una tradizione: l’usanza è assai recente e, si dice, risalirebbe alla fine degli anni ’80, quando fu organizzata una contestazione, politicissima, contro l’allora sindaco Marco Fumi. E poi il danno di immagine alla Faradda è incalcolabile. Anche perché non ci si limita a contestare o criticare. In parecchi casi, e tutti gli anni il pensiero immediato è che siano troppi, si insulta e basta. A Sassari ci sono altri due eventi religiosi che hanno un grande seguito. A fine maggio, l’ultima domenica, si svolge la Processione del Voto alla Madonnina delle Grazie, copatrona della città. La municipalità partecipa allo stesso modo, dietro il gonfalone del Comune, ma nessuno contesta o sostiene il sindaco e gli assessori. L’altro evento è la processione del Corpus Domini: anche in questo caso non si fa ricorso a fischi o applausi verso l’Amministrazione comunale. E allora un auspicio, anzi due. Il primo è che la Faradda sia solo la Faradda, senza connotazioni politiche, con l’attenzione, lungo il percorso, rivolta unicamente ai candelieri, protagonisti di una festa ormai conosciuta sul proscenio internazionale. La seconda è che finalmente sia cancellato l’inutile appuntamento con i vip (che per la maggior parte la Faradda neanche riescono a vederla) a Palazzo di Città, mantenendo il solo brindisi “A zent’anni” con i Massai ed eliminando il buffet.
Di seguito il video dell’uscita della municipalità da Palazzo di Città, vista da una prospettiva diversa dal solito, dall’interno del foyer, in cui gli applausi prevalgono inizialmente per poi essere sovrastati dai fischi appena all’esterno. E poi alcuni frammenti registrati lungo il percorso, con l’audio ambientale, con fischi e insulti in evidenza.







