Alla Fondazione San Giovanni Battista dipendenti senza stipendio
La situazione si protrae da tre mesi. Nota della Cgil-Funzione Pubblica: «Sono sempre i lavoratori a pagare il disastro economico fatto dai commissari nominati dalla politica regionale per risanare l’azienda»

Ploaghe. «Vista la drammatica situazione debitoria in cui versa l’Ente Ipab Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe, che non riesce a garantire il salario al personale considerato il grave disagio dei lavoratori che da tre mesi non percepiscono lo stipendio, considerato altresì che la politica non ha dato risposte concrete, si invitano le SS.LL. a convocare un Consiglio Comunale urgente per stilare un documento da inviare alla politica regionale al fine di accelerare il percorso di salvataggio dell’Ente pubblico, garantendo il salario e i posti occupazionali». È quanto rimarca in una nota la segreteria aziendale della Cgil-Funzione Pubblica, che rivolge un appello a tutti i sindaci e consiglieri comunali del territorio. La richiesta fa seguito ad una precedente nota stampa. «Nonostante la pubblica struttura sanitaria garantisca oltre 400 prestazioni sanitarie giornaliere, i lavoratori denunciano la grave situazione debitoria dell’ente che non riesce più a garantire il regolare salario al personale», scriveva il 29 giugno la Cgil-Fp.
«È inaccettabile – ricordava il sindacato – che siano sempre i lavoratori a pagare il disastro economico fatto dai commissari nominati dalla politica regionale per risanare l’azienda. Come noto, l’Ipab è commissariata dal 2007 a causa della grave situazione debitoria. Tutti i piani di risanamento presentati dai diversi commissari straordinari non sono stati valutati dalla regione Sardegna sostenibili. Tutto ciò ha determinato l’impossibilità di concludere il procedimento di trasformazione dell’Ipab in Asp (Azienda pubblica Servizi alla Persona). A seguito della clamorosa protesta dei lavoratori che avevano occupato il campanile di Ploaghe, nella legge finanziaria del 2012 la Regione Sardegna aveva autorizzato la spesa di 25 milioni di euro a favore della struttura sanitaria per il risanamento, il rilancio e trasformazione in Asp. In occasione di un incontro con le parti sociali, l’assessore alla Sanità Luigi Arru ha comunicato che è in corso un’indagine della Procura sulla spesa del finanziamento».
«A distanza di tre anni dal finanziamento milionario – proseguiva la Cgil-Fp nella nota del 29 giugno – la struttura continua a produrre debiti e non riesce più a garantire lo stipendio regolare ai lavoratori. I lavoratori chiedono alla politica regionale le ragioni del diritto negato allo stipendio in qualità di pubblici dipendenti. Si chiede alla Politica: esistono dipendenti pubblici di serie A e di serie B? Dopo otto anni di commissariamento, i numeri dicono che non si è riusciti a dimostrare l’equilibrio economico della azienda, vincolo di legge per garantire il passaggio in Asp. Questo significa che il percorso di trasformazione è fallito. La legge regionale 23/2005 in caso di estinzione dell’Ipab prevede il passaggio di beni funzioni e personale al Comune di Ploaghe. Se venisse attuata manderebbe il Comune in fallimento. Con deliberazione n 32/21 del 26/07 / 2011 la giunta regionale ha approvato la modifica della normativa regionale 23/2005 prevedendo in caso di estinzione, il personale dipendente e funzioni viene assegnato alla Asl di Sassari. I lavoratori chiedono con forza all’Assessore alla Sanità e tutta la politica Regionale di reperire urgentemente le risorse necessarie per il saldo degli stipendi e che venga presa in urgente considerazione questa modifica della normativa di cui sopra che, in caso di estinzione, consente l’assegnazione del personale dipendente alla Asl. Se in tempi strettissimi non verrà garantito il saldo degli stipendi arretrati i lavoratori continueranno a manifestare con azioni di protesta».








