Al via il Sardinia Film Festival
Domenica sera al Parco di Monserrato si inizia con “Jazz a Cinecittà”, evento realizzato con l’Orchestra Jazz della Sardegna. Da lunedì le proiezioni al Quadrilatero
Sassari. Il Sardinia Film Festival inaugura la X edizione questa sera, domenica 21 giugno, alle 22, nel Parco di Monserrato, con Jazz a Cinecittà, dedicato ai registi e ai compositori di colonne sonore della “commedia all’italiana”. L’evento, realizzato con l’Orchestra Jazz della Sardegna, unisce la proiezione di spezzoni di film, tra cui “I soliti ignoti”, “Un italiano in America”, “Il sorpasso”, all’esecuzione di musiche di Piero Umiliani, Piero Piccioni, Riz Ortolani, Armando Trovajoli, arrangiate dal maestro Marco Tiso che per l’occasione dirige l’ensemble.
Jazz a Cinecittà rappresenta uno scambio di testimone nel calendario degli appuntamenti estivi sassaresi. L’Orchestra Jazz chiude infatti così la rassegna di produzioni originali “JazzOp”, mentre il Festival dà il via alla X edizione, che da lunedì 18 a sabato 27 prosegue al Quadrilatero, in viale Mancini 5, con la visione dei 43 film selezionati e di altri fuori concorso inviati da quattro partner europei: Psarokokalo-Athens International Short Film Festival (Grecia); FIKE-International Short Film Festival (Portogallo); Edinburgh Short Film Festival (Scozia); Corona Fastnet Short Film Festival (Irlanda).

Da lunedì a sabato, le proiezioni, tutte gratuite, iniziano il pomeriggio alle 18 nelle aule e proseguono alle 21 nel cortile. I 43 cortometraggi in concorso, selezionati tra circa 900 provenienti da tutto il mondo, arrivano da Cile, Turchia, Colombia, USA, Spagna, Nepal, Kurdistan, Messico, Spagna, Portogallo, Iran, Singapore, Kosovo, Armenia, Francia, Germania, Regno Unito, Polonia, Croazia, Svizzera, e naturalmente Italia.
L’edizione di quest’anno è ricca di novità, a partire dal Meeting dei Giovani Film-makers europei (EYFILM), finanziato dal Comune di Sassari e dalla Fondazione Banco di Sardegna in collaborazione con la Film Commission regionale. Da giovedì a sabato, EYFILM porterà in città un drappello di promesse del cinema e i buyers di importanti network europei come Arte France, TV3 Catalunya, Slingshot Films.
Numerosi anche gli eventi speciali, tra cui Il Cinema delle avanguardie realizzato dall’ensemble del Liceo Classico Musicale “D. A. Azuni” (martedì alle 18, aula magna della scuola) o la proiezione, alla presenza del regista, di “Thriller” di Giuseppe Marco Albano, fresco vincitore del David di Donatello nella sezione cortometraggi.

Le proiezioni dei film in concorso iniziano con tre opere che hanno in comune l’attenzione per le tematiche ambientali. Dalle 18, l’Aula Verde del Quadrilatero (viale Mancini 5) propone un brevissimo lavoro sperimentale che arriva dalla Turchia, “The Cage” di Önder Ozdem, e i documentari “Jardín de piedras” di Victor Cabrera e Cristian Caradeuc e “In long days” di Adrián Villa Dávila.
“Jardín de piedras”, mediometraggio vincitore al Festival de Cine y Video Verde del Venezuela nel 2013, è ambientato in un villaggio della Valle del Huasco in Cile, racconta un progetto finanziato dal Ministero della Pubblica Istruzione e realizzato da un gruppo di studenti di Architettura del paesaggio per costruire, con materiali “poveri” e reperiti sul luogo, i giardini di un museo. Tra i temi del film c’è anche la “questione” Pascua Lama: un progetto di estrazione di minerali preziosi, che da anni contrappone le popolazioni locali, preoccupate per i danni ecologici, alla multinazionale Barrik Gold del Nevada. Anche il colombiano In long days parla di ambiente, attraverso le vicende di una famiglia che da vent’anni vive lontano da ogni centro abitato, costruendo con le proprie mani tutto ciò di cui ha bisogno.
A partire dalle 21 le proiezioni si spostano nel cortile del Quadrilatero. La serata, presentata come le successive dalla giornalista Rachele Falchi, si apre con un brindisi alla decima edizione a cui sono invitati tutti gli spettatori. In visione c’è ancora un documentario di tematica ambientale selezionato in tantissimi festival internazionali, “Ecuador, with the eyes closed” di Daniel Chamorro sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse da parte delle multinazionali, contrapposto all’impegno della Ong Manos Unidas in favore delle popolazioni locali. Poi l’attenzione si sposta sulle tre famiglie, lontanissime tra loro geograficamente e culturalmente, protagoniste delle fiction “Kafal Pakio” di Niranjan Raj Bethwal, ambientato in un villaggio poverissimo del Nepal, il divertente “Los Contreras Family” del messicano Alejandro Becerril e il sorprendente “Ants apartment” di Tofigh Amani, una coproduzione curdo-irachena (miglior cortometraggio al Festival Internazionale del Film di Friburgo), che riflette, con una prospettiva visiva non convenzionale, sul genocidio dei curdi compiuto dal regime di Saddam Hussein.








