Metropolitana e Centro intermodale, tutto tace

Il presidente della Commissione Lavori Pubblici del Consiglio comunale sassarese Franco Era scrive al presidente della Regione Pigliaru. «Siamo preoccupati: i fondi previsti non sono ancora stati trasferiti»

 

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L’area del futuro Centro Intermodale

Sassari. «Da diverso tempo si è arenato l’iter per il secondo lotto della Metropolitana di superficie. Per questo si ritiene necessario sollecitare l’Arst e la Regione perchè vi sia una nuova Conferenza di Servizi». È quanto ricorda il consigliere comunale Franco Era (Centro Democratico), presidente della Commissione Lavori Pubblici, che ha inviato una lettera al presidente della Regione Francesco Pigliaru, nella quale si manifesta preoccupazione per i finanziamenti sia della metropolitana di superficie (78 milioni di euro) sia per quelli del Centro Intermodale per il quale ad oggi sono stati trasferiti appena 5 dei circa 30 milioni destinati.

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Franco Era

«Egregio presidente – scrive il consigliere sassarese del Centro Democratico –, premesso che in questo scorcio della legislatura ho potuto apprezzare la sua fermezza nella volontà di perseguire gli obbiettivi nel programma da lei presentato ai sardi, anche nelle vertenze Stato-Regione, con fiducia mi sono convinto a inviarle questa lettera quale cittadino sassarese e amministratore locale. In questi ultimi mesi c’è un gran fermento anche nel Capo di sopra in relazione alle opportunità e aspettative costituite dalla riorganizzazione degli enti locali in seguito alla riforma relativa alla soppressione delle Province e per la richiesta di questo territorio di Città Metropolitana anche per Sassari che già dal 2007 pensa al Piano Strategico Intercomunale. Nel frattempo che giustamente si ragiona, se ne parla e si organizzano convegni e tavole rotonde, importanti e fondamentali opere pubbliche che ne sono in un certo senso uno dei presupposti, nonostante siano state programmate da anni, tardano a completare l’iter. Ciò anche in relazione alle complesse procedure amministrative che talvolta coinvolgono altri enti. La preoccupazione riguarda in primis il secondo lotto della metropolitana di superficie per far arrivare il trenino Sirio a Baldinca per il quale era già previsto un finanziamento regionale di 78 milioni di euro in due stralci. Inoltre sempre in relazione al potenziamento delle infrastrutture dell’Area Vasta si era parlato di un accordo tra Comune, Provincia e Regione per la progettazione e la realizzazione di un altro tracciato della metropolitana che collegherà in futuro Sassari con l’aeroporto di Alghero. In questo caso è necessario dare nuovo impulso per riattivare le procedure con un’apposita conferenza di servizi in quanto quella precedente è ormai datata. Altra preoccupazione riguarda il fatto che appena 5 dei circa 30 milioni di euro sono stati trasferiti per la realizzazione dell’essenziale Centro Intermodale passeggeri di cui si parla dall’accordo di programma del 1997 progettato nel 2001 con normative che nel frattempo sono mutate e fanno pertanto mutare i progetti, i costi e soprattutto dilatare i tempi delle opere che la città attende da diversi lustri».

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Il modellino del Centro Intermodale

«L’elenco delle opere pubbliche in corso da tempo a Sassari e hinterland – prosegue Franco Era – è molto lungo. Solo perché tutti gli altri capoluoghi di provincia ne sono provvisti, devo ricordare anche l’assenza di adeguata area di elisuperficie di soccorso ed il fatto che sono necessari interventi strutturali e non tampone nelle reti già Abbanoa perché in città tantissimi cittadini pur pagando le fatture non utilizzano l’acqua erogata a causa della sua scarsa qualità. So che Lei è perfettamente a conoscenza di queste problematiche e che continuerà a farsene carico, ma mi sono permesso di scriverLe questa lettera non per una questione di campanilismo o di contrapposizione al cosi detto Cagliaricentrismo o perché queste opere sarebbero necessarie per contribuire a definire Sassari città metropolitana, ma esclusivamente perché rientrano nella normalità di una città normale che ne lamenta il bisogno da lungo tempo e legittimamente reclama i propri diritti in un momento in cui governa un presidente in cui i sassaresi hanno grande fiducia».

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