A Sassari si lavora sul Piano della sosta

Presto ci potrebbe essere una minirivoluzione che interesserà i parcheggi di superficie. L’assessore Luca Taras in Commissione: «Il terzo autosilos non si farà. La Saba realizzerà interventi sostitutivi»

 

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Il parcheggio nel Fosso della Noce

Sassari. Il terzo parcheggio interrato a Sassari non si farà. L’area di piazza Mazzotti non è infatti adatta: rispetto agli iniziali 350 stalli il numero realmente realizzabile è infatti stimato intorno ai cento ed un investimento di questo tipo non è considerato remunerativo. Una terza struttura è però prevista dall’accordo stipulato nel 2004 tra Amministrazione comunale e Saba Italia. Quel testo prevedeva stalli in superficie e tre parcheggi interrati. «Una via d’uscita va trovata. Ecco perché l’Amministrazione ha pensato al Fosso della Noce. Si era pensato di raddoppiare l’area, alla quale si accede gratuitamente da via Principessa Jolanda, raddoppiando gli attuali 140 stalli, e di convertire la terza struttura prevista abbattendo il rilevato di viale Trento, sostituendolo con un ponte sotto il quale ricavare gli altri 140 stalli», ha spiegato giovedì mattina l’assessore alle Politiche della Mobilità ed alle Infrastrutture Luca Taras ai consiglieri comunali della Commissione Lavori Pubblici presieduta da Franco Era (Centro Democratico). Presente anche l’assessore ai Lavori Pubblici Ottavio Sanna, che ha comunicato le ultime novità sul parcheggio dell’Auditorium (nelle prossime ore l’articolo sarà online).

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L’assessore Luca Taras

Un grande parcheggio a raso nel Fosso della Noce. Potrebbe essere questo il terzo intervento programmato con la Saba, dopo i due multipiano di piazza Fiume e dell’Emiciclo. Previsti ponti al posto dei terrapieni di viale Trento e viale Trieste

L’idea dell’ampliamento dell’area del Fosso della Noce è stata portata al tavolo di discussione con Saba, che però ha manifestato perplessità. Si sta adesso ragionando su una soluzione migliore. Del resto in quell’area insiste un’offerta consistente di parcheggi. E in ogni caso, è stato detto, Saba non realizza ponti. «Come Amministrazione stiamo cercando di andare incontro alla società e sostituire la terza struttura prevista con un’operazione di risistemazione di quell’area, mettendola in sicurezza. Sappiamo che ci sono problemi di assetto idrogeologico sui rilevati di viale Trieste e viale Sicilia, che sono di fatto vere e proprie dighe», ha aggiunto l’assessore Taras. La soluzione sarebbe allora convertire l’intervento finanziario previsto per il terzo autosilos interrato in interventi sui due rilevati, predisponendo più trafori che consentirebero il deflusso. A Saba alla fine rimarrebbero comunque i 140 stalli esistenti, che diventerebbero a pagamento. Verrebbe inoltre sistemata la scalinata di accesso da viale Umberto, con un ascensore o una scala mobile. Inoltre si sistemerebbe la viabilità in viale Umberto, intervenendo sui parcheggi a raso in senso discendente. Ulteriore intervento allo studio, sempre a carico di Saba Italia, potrebbe consistere nell’acquisizione di strumenti informatici per gli addetti, che ancora oggi utilizzano carta e penna. Infine, gli eventuali residui potrebbero essere impiegato nel decoro urbano del centro cittadino.

CommLLPP4giugnoTarasSanna.jpgL’accordo del 2004, che prevede la realizzazione di tre parcheggi interrati con la formula del project financing (le opere alla scadenza del contratto diventeranno di proprietà comunale), comprende la gestione da parte di Saba Italia anche di 1184 stalli in superficie. Attualmente ne sono stati concessi 900. «Dobbiamo quindi onorare questa soglia e permettere di realizzare la terza opera, non più un autosilos. Nelle scorse settimane ci hanno presentato un Piano della sosta. Stiamo valutando», ha proseguito l’assessore. A breve a Sassari potrebbe insomma essere definita una rivoluzione della mobilità. Per esempio, con la rimozione di stalli a pagamento in viale Italia: sarebbero 60 in meno, sacrificati per realizzare la pista ciclabile. Attualmente Saba non ha più 113 stalli all’interno del Palazzo Rosa della Asl. Da capire dove recuperarli: si sta ragionanando su viale Mancini, via Amendola e piazza Caduti del lavoro. A tutto questo si aggiungerebbe il ragionamento sul Fosso della Noce, sulla parte alta di via Roma, su via dei Mille e su via Porcellana. Insieme al Piano della sosta sarà analizzato il piano economico e finanziario.

Rimane il problema del sottoutilizzo dei parcheggi interrati. Perché l’investimeno risulti conveniente occorre che siano pieni al 50 per cento. E questo non accade spesso, soprattutto all’Emiciclo. Colpa delle tariffe troppo alte? Una delle richieste dei consiglieri intervenuti giovedì mattina (Enrico Sini, Marco Manca e lo stesso presidente Franco Era) è stata proprio quella di contenere i prezzi. «Se non avessimo avuto l’opportunità di affidare la realizzazione dei parcheggi con la formula del project financing difficilmente ci saremmo dotati di silos interrati. Le tariffe vanno pagate altrimenti Saba non rientra», ha precisato l’assessore Taras. In realtà, contrariamente a quanto si crede, conviene utilizzare i multipiano anziché gli stalli in superficie, che sono quindi più redditizi per la concessionaria. E in ogni caso, prima dell’avvento di Saba in città, per una mattina intera si pagavano sette euro; oggi in zona B ne sono richiesti 4, sempre per l’intera mattinata.

L’obiettivo rimane liberare le strade dalla sosta e convogliare il traffico in ingresso o in uscita, incentivando l’utilizzo dei parcheggi interrati. Tra le ulteriori soluzioni ci sono portare l’utilizzo della sosta in superficie a ridosso degli ospedali o nell’area di via Asproni. Questo tenendo presenti i parcheggi di scambio all’ingresso del centro di Sassari. Tra la quota di stalli previsti dall’accordo potrebbero infine essere inserite le aree delle spiagge.

«Una rivisitazione tariffaria ci può essere», ha detto ancora Luca Taras. «Ammetto però che non ci sia stata una corretta comunicazione sulle tariffe. Insieme al Piano della sosta sarà utile anche un vero piano di comunicazione sull’utilizzo delle varie tariffe». (lufo)

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