Andemmu a fà l’ippesa

Giovedì prossimo uscita didattico-linguistica dei bambini della III C del II circolo di San Giuseppe di Sassari in un supermercato

 

LezioneSassareseSanGiuseppe.jpgSassari. Andemmu a fà l’ippesa, andiamo a fare la spesa, sarà un’uscita didattico-linguistica che i bambini della III C del II circolo di San Giuseppe faranno giovedì 14 maggio alle 11 al Market Crai di via IV Novembre a Sassari. Grazie alla collaborazione di questo supermercato i bambini potranno veicolare e mettere in pratica lu sassaresu e verificare se ciò che hanno acquisito durante le lezioni curriculari può essere utile e bello. Lo scopo dell’iniziativa è teso a rafforzare negli scolari l’idea che il sassarese non è una materia scolastica chiusa, bensì un vincolo d’appartenenza funzionale con la società nella quale vivono.

Nelle lizioni, le lezioni, spesso si gioca e si ride in sassarese, ma seriamente i bambini imparano parole e grammatica nuove. E se, per esempio, traducevano fino a poco tempo fa, lu cuggummaru con il cocomero per una quasi omofonia, oggi riconoscono le differenze lessicali con i sostantivi corrispondenti: il cetriolo e la sindria. Un linguaggio sempre più appropriato che si rivela anche con gli scherzi che i bambini fanno tra di loro. Come quando uno scolaro, mentre elencava i mesi dell’anno, ha accolto il suggerimento di “tzirriora” e tanti scolari hanno riso. I mesi, infatti, sono così risultati: “ginnaggiu, fribaggiu, matzu, abriri, tzirriora…”, quindi, “gennaio, febbraio, marzo, aprile, pipistrello…”. Il bambino si è subito corretto e ha capito la buffunatura. Insomma, piccoli tasselli che man mano concretizzano la competenza del sassarese. A tal fine è importante che gli scolari siano esposti il più possibile a questa lingua attraverso la ricerca continua della sua qualità, proposta di volta in volta dagli insegnanti, e dall’interazione extrascolastica. Percorsi obbligatori da percorrere per non scadere negli stereotipi folcloristici o nel suipu, il gergo, che altrimenti allontanerebbero i giovani studenti dall’uso normale e moderno di intendere e percepire il sassarese. Anche per questo tale lingua è quella utilizzata per l’insegnamento e l’interrogazione di materie come la storia.

La cultura del bilinguismo – spiegano i docenti Gabriella Oggiano, Antonella Spanedda, Maria Antonietta Stangoni, Monica Ruiu e Fabritziu Dettori – si sta diffondendo grazie agli studiosi dell’età evolutiva, i quali da anni spiegano che i bambini possono apprendere più lingue simultaneamente e di selezionarle “in automatico”, a secondo dell’interlocutore, senza confonderle o mischiarle.

Si auspica quindi che i “grandi” in generale, siano sensibili e propensi a parlare in sassarese con i bambini a prescindere da queste iniziative. A dare l’esempio potrebbero essere con serenità gli stessi bambini della III C impegnati giovedì a fare la spesa.

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