Per la Sardegna finisce il Patto di Stabilità

La Giunta regionale ritira tre ricorsi contro il Governo dinanzi alla Corte Costituzionale: «Questa linea sarà seguita nei casi in cui si avranno precise garanzie sul fatto di avere ottenuto quanto spetta»

 

RaffaelePaci
L’assessore Raffaele Paci

Cagliari. La Sardegna non è più sotto le oppressive limitazioni del Patto di stabilità dal 1 gennaio di quest’anno. Di conseguenza, la Giunta ritira oggi i tre ricorsi, la cui discussione era prevista a febbraio, sollevati contro il Governo dinanzi alla Corte Costituzionale relativi alle limitazioni di spesa imposte dal patto.

«Questa è la linea che la Giunta seguirà rispetto ai contenziosi con il governo centrale, ritirarli quando avrà precise garanzie sul fatto di aver ottenuto quanto gli spetta – dice l’assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci -. Ed è la linea seguita da tutte le altre Regioni a Statuto speciale. Peraltro ormai è stata pienamente superata la questione delle riserve erariali, che saranno mantenute nella disponibilità della Regione per l’abbattimento del debito pubblico non nazionale ma della Regione e degli Enti Locali».

Il vicepresidente della Giunta Pigliaru spiega poi che l’accordo sul pareggio di bilancio siglato a luglio è una importante conquista per la Sardegna perché permetterà di spendere non solo tutto quello che entrerà in cassa, cioè fra i 700 e gli 800 milioni in più rispetto all’anno scorso, ma anche tutte le risorse che il Governo deve ancora all’Isola (per esempio quelle restanti della vertenza entrate) per pagare i residui passivi fin qui accumulati, ovvero le promesse di pagamento finora mai saldate. «Il Governo al momento ha mantenuto i suoi impegni – conclude l’assessore Paci -. Dunque la Regione non ha più interesse a portare avanti i ricorsi relativi alle questioni risolte, il che significa anche un notevole risparmio grazie alla riduzione delle spese legali».

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