Alghero e Barcellona si uniscono con “Musices”

Il progetto di ricerca dell'Associazione Arte in Musica dedicato alla Cappella Musicale di Alghero come ponte culturale tra Sardegna e Catalogna venerdì 16 e sabato 17 ottobre fa tappa nella cattedrale della capitale catalana, con un concerto corale internazionale e una conferenza scientifica, per analizzare quattro secoli di legami storici. L’evento è inserito nel calendario del Festival del Mediterraneo

Ci sono storie che per secoli rimangono custodite nel silenzio degli archivi, aspettando che qualcuno torni a cercarle per ridare loro voce. È il caso dello straordinario legame che per generazioni ha unito la Sardegna, e in particolare Alghero, alla Catalogna, un filo rosso fatto di spartiti, tradizioni e navigazioni che oggi torna a vibrare grazie a “Musices – La Cappella Musicale di Alghero come ponte culturale nel Mediterraneo”. Il progetto di ricerca e cooperazione internazionale, promosso dall’Associazione Culturale Arte in Musica, sbarca a Barcellona venerdì 16 e sabato 17 ottobre con un doppio appuntamento d’eccezione, ospitato nella cattedrale della capitale catalana e pronto a dimostrare come il patrimonio antico possa trasformarsi in una straordinaria occasione di incontro contemporaneo.

Al centro di questo viaggio nel tempo ci sono quattro secoli di storia della Cappella Musicale algherese, riemersi dalle carte d’archivio grazie alle ricostruzioni di Caterina Mureddu, musicista e storica della musica, presentate dal ricercatore Giuseppe Calaresu. Tra i documenti spicca una rivelazione affascinante: ad Alghero era il mare a finanziare la musica. Le preziose entrate della pesca del corallo venivano infatti destinate al sostentamento della cattedrale e delle sue attività artistiche, creando un legame indissolubile tra l’economia marittima e la vita culturale cittadina. Un’osmosi che si rifletteva anche nella liturgia, come dimostra il celebre Canto della Sibilla: già nel sinodo diocesano del 1581 si trova traccia delle cobles, i versi spirituali natalizi profondamente radicati nella tradizione identitaria catalana, strofe celebrative cantate dal popolo o da cori polifonici.

Questa memoria comune, fatta di stesse radici e nuove armonie, troverà la sua massima espressione in due momenti chiave. Si comincerà venerdì 16 ottobre alle 19, nella chiesa di Sant Sever, con un concerto con il Coro Polifonico Algherese, guidato dal direttore Ugo Spanu, l’organista Antonio Frigé, e i cantori del Cor Francesc Valls della Cattedrale di Barcellona, sotto la direzione di Pere Lluís Biosca. Sarà un vero e proprio abbraccio tra due prestigiose realtà corali nate sulle sponde dello stesso mare.

Il giorno successivo, sabato 17 ottobre alle 10, la parola passerà agli studiosi di storia e di musica nella Sala Capitolare della cattedrale con una conferenza che vedrà confrontarsi Giuseppe Calaresu, ricercatore ed esperto di politiche linguistiche (La Cappella musicale della cattedrale di Alghero – La Capella Musical de la Catedral de l’Alguer), e il musicologo Bernat Cabré (Les cappelles de música catalanes al segle XVII) per capire quanto il passato che ha unito le due sponde del Mediterraneo possa ancora parlare al nostro presente, restituendo finalmente una voce a un patrimonio che non ha mai smesso di dialogare. L’introduzione sarà curata da Carmela Mura Monfardino, che modererà l’incontro che si svilupperà in catalano e in algherese.

Il doppio appuntamento è inserito nel calendario del Festival del Mediterraneo 2026 e ha il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Autonoma della Sardegna, Consiglio Regionale della Sardegna, Fondazione di Sardegna, Camera di Commercio del Nord Sardegna attraverso il network Salude&Trigu, Fondazione Alghero e Comune di Alghero.

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