Dal 1° maggio il Mese Mariano a San Pietro di Silki: il 25 il Voto alla Madonnina delle Grazie

L’appello dei Frati Minori: «La città custodisca questo straordinario patrimonio di spiritualità». Il problema della rampa per i disabili e il parcheggio dei privati

Sassari. Giovedì 1° maggio si apre nel Santuario di San Pietro di Silki il Mese Mariano, con la Festa Maggiore del Gremio dei Massai e la prima processione con la Madonnina delle Grazie. Ma si avvicina anche la Festa del Voto a fine mese. I Frati Minori francescani insieme con i volontari si preparano al grande appuntamento religioso che ogni anno richiama migliaia di fedeli per onorare la Madonna delle Grazie.

Un dettagliato calendario di celebrazioni accompagnerà il mese di devozione e di ringraziamento alla Vergine, ritenuta miracolosa perché, invocata durante la Seconda Guerra mondiale, salvò Sassari dai bombardamenti. Ogni giorno verranno celebrate sette messe e, per il terzo anno consecutivo, la chiesa resterà aperta già dalle 5 del mattino (con la prima messa fissata per le 6,15) fino a tarda sera per dare modo a tutti, in qualsiasi orario e secondo le esigenze personali, di raccogliersi in preghiera o accendere un cero.

A questo scopo una cappella sarà destinata proprio a chi voglia rendere un veloce e semplice omaggio, e sarà allestita con un quadro di Jacopo Scassellati che rappresenta la Madonna attorniata dal popolo, realizzato dall’artista su commissione dei frati. In quest’angolo si potranno lasciare una preghiera di ringraziamento o una supplica che a fine mese verranno bruciate, seguendo un rito. Non solo. Nella stessa cappella verrà offerta al pubblico per la prima volta un’esposizione di preziosi ex voto.

In questo maggio di culto, che cade nell’Anno Giubilare, sarà presente anche l’arcivescovo metropolita Gian Franco Saba. Benché fresco di nomina al superiore incarico di Ordinario militare per l’Italia, officerà il 14 maggio, Giornata di preghiera per i malati, la messa all’aperto nel piazzale della chiesa. Lo scioglimento del Voto, domenica 25 maggio, sarà l’ultimo atto dell’arcivescovo e l’occasione per salutare la Diocesi.

Padre Massimo Chieruzzi (OFM) è rettore dal 2020 di San Pietro in Silki e da allora può apprezzare «il momento straordinario che il Mese Mariano rappresenta per la città: ho avuto modo di conoscere come qui, ma in tutta la Sardegna più in generale, la venerazione di Maria sia forte e genuina: la madre di Cristo viene percepita come una presenza viva a cui potersi affidare con fede e speranza, come ci si affiderebbe alla propria madre».

Colpisce il francescano anche la partecipazione intensa e corale alle celebrazioni da parte delle famiglie e dei giovani, segno anche questo di un legame profondo con la Madonna delle Grazie che ora si sta diffondendo, appunto, anche tra le fasce giovanili. «Una venerazione appresa da genitori e nonni a cui stanno dimostrando fedeltà e attaccamento», mette in rilievo padre Massimo.

Il Mese Mariano, per l’affluenza continua alla chiesa, presuppone una organizzazione che ha necessità di forze. A coadiuvare i frati un centinaio di volontari che si mettono a disposizione per i servizi e le attività più diverse. Inoltre, sta nascendo un’associazione spontanea di “amici” del Santuario per affiancare i religiosi nella tutela e valorizzazione del complesso monastico, il più antico esistente in città, e uno dei suoi simboli di fede.

Perché tutto possa procedere per il meglio in questo 2025, padre Massimo auspica però la soluzione di alcuni problemi. Uno riguarda la rampa disabili. «Quella esistente, soprattutto nel Mese Mariano, non è idonea», sollecita, sperando in un urgente rimedio.

Si augura, poi, che in occasione delle celebrazioni l’attività dei privati che gestiscono l’ex convento non crei disturbo o interferisca con i momenti di spiritualità. Un altro aspetto che vuole chiarire riguarda i parcheggi a pagamento. «Non li gestiamo noi, ma gli stessi privati che si occupano dell’antico complesso monastico – afferma –. Ci duole che i cittadini ci contestino le multe con cui vengono sanzionati, voglio precisare che noi non facciamo alcuna attività di lucro».

Per chiudere, un appello su una questione molto cara ai francescani: gli interventi di restauro della chiesa finanziati per circa 400mila euro nel giugno del 2022, ma mai cominciati per i ritardi nell’erogazione dei fondi. «Ora sembra che finalmente la Soprintendenza possa pagare i progettisti – fa sapere padre Massimo –. E ci auguriamo che l’intervento venga eseguito, con l’aiuto e il controllo della Prefettura, nei tempi utili per evitare di perdere il contributo ottenuto».

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