Viaggi musicali…Marco Pizzardo

Il sognatore ha realizzato il suo sogno

I sogni si sa, aiutano a vivere e spesso si passano gli anni a cercare di realizzarli. C’è chi li persegue, ma c’è anche chi aspetta che si realizzino senza far niente per far si che ciò accada. Marco Pizzardo appartiene alla prima categoria, sognare si, ma anche darsi da fare per rendere concrete le cose che, come i sogni appunto, spesso sembrano irrealizzabili. Con tenacia e tanta passione “Il sognatore” ha realizzato il suo sogno, quello di pubblicare un album da solista di brani inediti. E allora quale modo e occasione migliore per riprendere la nostra rubrica “Note Book – Viaggi Musicali” se non quello di scambiare due chiacchiere con Marco e farvi conoscere un pochino meglio lui e il suo lavoro? Buona lettura.

 

 

Marco Pizzardo

Nato a Tissi il 20 Maggio del 1982, cantautore e chitarrista autodidatta, si è avvicinato alla musica fin da giovane, intraprendendo un percorso di studio che lo ha portato ad approfondire in particolare la chitarra, con l’aiuto sia di insegnanti, che di corsi e manuali didattici.

I Gamas Rebeldes in una foto del 2013 in occasione della loro partecipazione a Mondo Ichnusa a Marina di Torregrande

Nel 2005 ha fondato i Gamas Rebeldes, nei quali ha ricoperto il ruolo di cantante/chitarrista.
Con la band ha intrapreso un’intensa attività live, che lo ha portato a sbarcare oltre i confini dell’isola, uno dei passi più difficili, importanti e significativi per qualsiasi artista sardo. Nel 2011 l’esordio discografico proprio con i Gamas, un album di inediti. Come tutte le cose, anche questa emozionante avventura ad un certo punto è arrivata al capolinea e nel 2014, Marco Pizzardo ha iniziato a scrivere e a chiudere nel cassetto dei brani inediti. Proprio in quei giorni si è accesa la fiammella, che ha covato sotto la cenere alimentandosi pian, piano, sino ad accendersi completamente. Un momento importante, che ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo del suo percorso musicale e che con il passare del tempo ha fatto crescere e maturare in lui, l’idea di diventare un cantautore.

 

Marco al centro, con i violinisti Andrea Scanu, suo fedele compagno di avventure negli anni e Francesco Moneti dei Modena City Ramblers

Negli anni, Marco Pizzardo ha avuto modo di mettere insieme diverse collaborazioni musicali in ambito live, con artisti come Modena City Ramblers, La Casa del Vento, Francesco Moneti, Luca Lanzi, Francesco Piu, e tanti altri.
Ha collaborato come chitarrista con numerose band, esplorando diversi generi musicali e anche queste esperienze lo hanno aiutato a crescere e a formare e rafforzare la propria personalità e il proprio stile.

 

 

 

La copertina dell’album

Il tuo primo disco è anche il coronamento di un sogno. Un lavoro che ha avuto una gestazione piuttosto lunga ma che finalmente ora ha visto la luce.
Questo album rappresenta il risultato di anni di sacrifici, esperienze e una passione profonda per la musica, che mi hanno guidato nel trovare la direzione giusta per raggiungere il risultato finale. ‘Il Sognatore’ è un lavoro che ho visto nascere e crescere progressivamente, passo dopo passo. Nonostante le difficoltà e gli ostacoli che ho incontrato lungo il cammino, posso dire di essere davvero soddisfatto del prodotto finale. È un sogno che si realizza, il frutto di un percorso lungo e a tratti impegnativo, ma che mi ha arricchito tanto artisticamente e umanamente. La maggior parte dei brani è stata scritta diversi anni fa e durante il periodo del COVID ho avuto l’opportunità di rivisitarli e rinnovarli con una nuova interpretazione.

Il disco a livello di testi è un condensato delle tue esperienze di vita e non solo, ma in generale mi sembra introspettivo e autobiografico.
Ogni traccia dell’album è una storia a sé, un racconto intimo e profondo che trae ispirazione da esperienze personali, aneddoti vissuti e storie di persone a me care. In questo lavoro, ho cercato di tradurre in musica ciò che mi circonda, dando voce a emozioni, sogni e riflessioni. ‘Il Sognatore’ è un viaggio sonoro che racconta il mondo attraverso gli occhi di chi osserva, immagina e vive la vita con autenticità e passione. Ogni canzone rappresenta un frammento di vita, un invito a riflettere, emozionarsi e connettersi con ciò che è universale. È una chiamata a credere nei propri sogni e a non smettere mai di cercare bellezza e significato in ogni passo del nostro cammino.

Il videoclip ufficiale del brano “Il sognatore”

 

Musicalmente si sentono quelle che probabilmente sono le tue maggiori influenze, un certo tipo di cantautorato italiano, De Andrè, Guccini ma soprattutto Modena City Ramblers, Bandabardò, Casa del Vento e in generale quel tipo di combat folk. Ho voluto portare avanti quelle sonorità che mi hanno maggiormente influenzato e che rappresentano la mia vera dimensione musicale. Un viaggio che attraversa diversi generi, fondendo il pop al cantautorato con un’energia fresca e coinvolgente passando per il folk e qualche accenno ad altri generi musicali. Fin da giovane ho ascoltato e ammirato artisti del calibro di De André, Guccini, Modena City Ramblers e Bandabardò solo per citarne alcuni, che con le loro opere ci hanno insegnato molto. I loro brani hanno scritto pagine importanti del cantautorato e a distanza di anni, continuano a essere veri e propri pilastri della musica italiana. Con questo album, ho voluto rendere omaggio alle mie radici musicali e al percorso che mi ha spinto a scrivere e a intraprendere questa strada.

 

Marco con la cantante Rita Casiddu e il fonico Ivan Carta

Per la registrazione del disco ti sei circondato di tanti amici musicisti. Si, ho voluto coinvolgere nel progetto la maggior parte degli amici e musicisti con cui ho condiviso il palco in questi anni. Molti di loro mi hanno dato tanto, sia a livello musicale che personale, contribuendo in modo fondamentale alla mia crescita. Perciò, era naturale che facessero parte di questo lavoro, perché se sono riuscito a realizzare questo progetto, lo devo anche a loro. Voglio anche sottolineare che l’album è stato registrato a Banari, presso l’Underwave Studio, con la supervisione di Ivan Carta, che ha curato le registrazioni, i mix e il mastering. Hanno partecipato numerosi musicisti, ognuno con il proprio stile e la propria unicità, arricchendo così il suono del progetto. Tra loro, vorrei citare: Andrea Scanu, Alessio Carta, Danilo Mura, Claudio Spanu, Matteo Pipia, Peppino Anfossi, Rita Casiddu, Domenico Bazzoni, Alberto Bazzoni, Francesco Moneti, Francesco Piu, Sebastiano Carta, Nicola Manca, Gianfranco Foddai, Antonio Miscali, Aldo Gallizzi e Gioele Crabuzza.

Immagino che il prossimo step sia quello di presentarlo dal vivo, quali sono i programmi per la stagione estiva? Attualmente, insieme alla mia band, stiamo preparando uno spettacolo che porteremo in giro per far conoscere i miei brani e le sonorità che li accompagnano. L’obiettivo è raccontare e cantare le mie canzoni, offrirle a chiunque voglia ascoltarle e a chi è curioso di scoprire nuovi suoni e storie. Sarà un viaggio emozionante, e spero di incontrare tante persone che vorranno condividere con me questa esperienza, rendendo ogni concerto un momento unico e speciale.

Aldo Gallizzi

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio