Ancora sette anni di vita per la discarica di Scala Erre
L’assessore alle Politiche Ambientali Gianni Carbini: «Bisogna ragionare per il dopo». Intanto a Sassari la raccolta differenziata sale al 46 per cento
Sassari. «La discarica di Scala Erre potrebbe arrivare a concludere il suo ciclo di vita tra 5 anni o, al massimo 7. C’è, infatti, ancora lo spazio fisico per realizzare un modulo con una capienza di 200mila metri cubi, poi lo spazio sarà esaurito. Bisogna già da adesso ragionare sulle possibili soluzioni da adottare, con il coinvolgimento di esperti e della stessa cittadinanza». La previsione è dell’assessore comunale alle Politiche Ambientali Gianni Carbini, che martedì mattina è intervenuto alla seduta della Commissione Ambiente del Consiglio comunale presieduta da Valeria Fadda (Pd). Ha partecipato anche la responsabile del Servizio, Deborah Manca.

La discarica di Scala Erre è attiva dal 1997 ed è composta da nove moduli, 8 dei quali hanno già esaurito la loro capienza. Il modulo numero 9, invece, secondo le stime fatte dagli esperti, potrebbe avere ancora un anno e mezzo di autonomia. Alla discarica conferiscono ben nove comuni del territorio: Sassari, Alghero, Porto Torres, Stintino, Sorso, Sennori, Putifigari, Olmedo e Uri. «C’è la possibilità di realizzare un decimo e ultimo modulo – ha detto Deborah Manca – con la capienza di circa 200mila metri cubi, per il quale esiste il progetto e per il quale, prima della realizzazione, sarà necessaria la valutazione di impatto ambientale. Il progetto è pronto,e il sito potrebbe entrare in esercizio nel 2016 con un investimento di circa 2 milioni di euro».
Al momento alla discarica che sorge sulla vecchia strada provinciale 34 viene conferito soltanto l’indifferenziato, cioè circa il 60 per cento del totale della raccolta rifiuti, che viene trattato in un impianto di preselezione attivo dal 2012. Intanto a Sassari è aumentata la percentuale di raccolta differenziata, passata dal 43 al 46 per cento in circa 3 mesi.
«È importante – ha detto l’assessore Gianni Carbini – porsi di già il problema del dopo Scala Erre. La questione va affrontata interpellando le migliori professionalità in materia che potrebbero suggerire le soluzioni da adottare. Si potrà anche arrivare, tra le tante ipotesi, all’adozione di un termovalorizzatore, per giunta a Cagliari già lo usano da oltre vent’anni, ma queste soluzioni dovranno essere discusse in commissione e condivise con l’opinione pubblica».
«Non condivido – ha aggiunto l’assessore con un commento personale – la scelta del presidente della Giunta regionale di andare contro il decreto sblocca Italia. Potrebbe avere sì delle criticità sui poteri dell’autonomia sarda ma, in linea di massima, sburocratizza le procedure, favorendo la soluzione dei problemi reali».
Deborah Manca ha quindi spiegato come funziona la discarica e ha ricordato che esiste un progetto per la realizzazione di un impianto di compostaggio che, superate le difficoltà del patto di stabilità, potrebbe andare in esercizio già dal 2015.






