I vescovi sardi in visita ad limina da Papa Francesco

Incontro con il Santo Padre. Si è parlato di vocazioni sacerdotali, lavoro e spopolamento

(foto Vatican Media/Sir)

Città del Vaticano. Ha preso il via lunedì 8 aprile la visita ad limina in Vaticano con l’atteso incontro con Papa Francesco dei vescovi sardi. Un colloquio definito semplicemente cordiale, durato circa un’ora e mezzo. Ciascun presule ha illustrato al Santo Padre la situazione della propria diocesi, problemi ma anche situazione positive. Tra gli aspetti messi in evidenza la situazione delle due diocesi unite (ma rimaste autonome sul piano organizzativo) ad altre più grandi, come Lanusei a Nuoro e Ales-Terralba a Oristano, che sarà al centro di una verifica insieme ad altre realtà al termine delle visite ad limina di tutti i vescovi italiani. «È stata una bellissima esperienza trovarsi attorno ad un tavolo con il Papa», ha detto il vescovo di Nuoro e Lanuesi Antonello Mura, presidente della Conferenza episcopale sarda. Con Papa Francesco si è parlato anche di vocazioni e vicinanza ai sacerdoti e soprattutto di problemi sociali, dal lavoro all’emergenza spopolamento.

Oggi, martedì 9 aprile, alle 7,15 è prevista la messa nelle grotte vaticane, presieduta da monsignor Antonello Mura e concelebrata con i confratelli. Mercoledì mattina i vescovi sardi saranno presenti all’udienza generale di Papa Francesco e alle 18, nella basilica di San Paolo Fuori le Mura, la messa sarà presieduta dall’arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi. Giovedì 11 aprile alle 7 nella basilica di Santa Maria Maggiore sarà Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano e vescovo di Ales-Terralba a presiedere la messa, mentre venerdì 12 aprile, alle 7,30, nella basilica di San Giovanni in Laterano, toccherà a Gian Franco Saba, arcivescovo di Sassari.

«Il senso della Visita ad limina apostolorum, cioè alle “soglie”, le tombe degli Apostoli, non è quello dell’assolvimento di un obbligo giuridico, rituale e protocollare – aveva scritto nei giorni scorsi l’arcivescovo Saba in un messaggio indirizzato alla comunità diocesana turritana –. È piuttosto un’esperienza particolare di Chiesa che permette ai vescovi di condividere con il Papa i vissuti delle diocesi di tutto il mondo. La Visita ad limina può quindi essere considerata come un’occasione che trasmette “arricchimento di esperienze” al ministero del pontefice, dai contesti culturali e di fede delle Chiese locali. Infatti, come affermò San Giovanni Paolo II, le Visite ad limina “costituiscono un’occasione privilegiata di comunione pastorale”. Il dialogo pastorale che si instaura in tale occasione consente infatti al Papa di partecipare alle ansie e alle speranze che si vivono nelle Chiese locali e ai Vescovi e alle Chiese loro affidate di percepire la grazia del suo servizio all’unità come Padre e Pastore universale che sostiene nella fede e presiede nella carità».

Articoli Correlati

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pulsante per tornare all'inizio