Stasera “La musica miracolosa” sul palcoscenico del Teatro Verdi
Per la rassegna “I grandi interpreti” un racconto di suoni e parole con Francesco Nicolosi e Stefano Valanzuolo

Sassari. Prosegue stasera, venerdì 8 marzo, alle 20,30, al Teatro Verdi di Sassari la stagione concertistica “I grandi interpreti della musica” che anche quest’anno porta sullo storico palcoscenico cittadino il concertismo internazionale. Il programma organizzato dalla Cooperativa Teatro e/o Musica, oltre alla consueta presenza di artisti di punta della musica classica, si caratterizza anche in questa 14ª edizione per alcuni eventi originali che combinano musica e racconto. Ed è ciò che avverrà oggi, Giornata Internazionale della Donna, con “La musica miracolosa”, che ripercorre la storia di Wladyslaw Szpilman, sopravvissuto all’orrore dell’olocausto grazie al suo amore grande per la musica, per il pianoforte, per Chopin. In una parola, per la vita. Interpreti saranno il pianista Francesco Nicolosi, allievo di Vincenzo Vitale, considerato oggi uno dei massimi esponenti della scuola pianistica napoletana, e il giornalista e critico musicale Stefano Valanzuolo, autore del testo e voce narrante.
«Dei 450mila ebrei rinchiusi nel ghetto di Varsavia dai tedeschi, dopo l’invasione del 1939 – ricorda Valanzuolo –, ne rimasero in vita soltanto 20mila. Tra i sopravvissuti, anche un pianista compositore, Wladyslaw Szpilman, detto “Wladek”. La storia di Szpilman, resa celebre dal capolavoro cinematografico “Il pianista” di Roman Polanski, viene ripresa dal progetto in scena al Teatro Verdi. A salvare Szpilman sarebbe stato un ufficiale tedesco catapultato dal caso tra le macerie della capitale polacca folgorato da un lampo di umanità e di rispetto verso l’arte e la musica. «Il nostro progetto – prosegue Valanzuolo – si ispira al format del programma radiofonico “WikiMusic” in onda su Rai radio 3, che ho curato come autore e conduttore, nel corso del quale si ricostruivano e raccontavano storie accompagnate da un’accurata selezione musicale. Nello spettacolo il racconto ci conduce in alcuni momenti a ricostruire la storia di Szpilman, la sua vita prima e dopo la prigionia, in altri a evocare i quadri più iconici e struggenti del film di Polanski».








