Al Canopoleno aspettando il “Giorno del ricordo”
Celebrazione dedicata all’esodo dei profughi giuliani nel giardino del Convitto in via Luna e Sole
Sassari. Il Convitto Nazionale Canopoleno ha voluto celebrare la “Giornata del Ricordo” con una manifestazione che ha visto coinvolta l’intera scuola, docenti e studenti. Per l’occasione un albero di ulivo, dono di Forestas, è stato piantato nel giardino del Convitto come simbolo di memoria duratura, alla presenza di Marisa Brugna, vicepresidente del Comitato Provinciale di Sassari Fertilia dell’Associazione Nazionale Venezia-Giulia-Dalmazia, e degli esuli Rino Esposito, Rita Esposito e Rita Manni. Alla cerimonia, accompagnata dagli allievi del corso musicale delle scuole medie del Convitto, che hanno eseguito “Barcarole” di Offenbach, erano presenti la prefetta Paola Dessì, il sindaco Nanni Campus, accompagnato dal presidente del Consiglio Comunale Maurilio Murru e dalla consigliera Virginia Orunesu, il tenente colonnello Davide Arus del 152° Reggimento e del Comando della Brigata Sassari, il commissario della Delegazione della Sardegna del Sovrano Militare Ordine di Malta Gian Luigi Arborio Mella di Sant’Elia e Gian Marco Saba di Forestas.
Il rettore del Canopoleno Stefano Manca ha ricordato che «con la legge 30 marzo 2004 n. 92, il Parlamento italiano riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del Ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale, per cui in occasione di tale ricorrenza, gli studenti del Canopoleno hanno manifestato l’esigenza di approfondire e di riflettere per avere una corretta conoscenza degli eventi e per poter vivere questo momento solenne con un’appropriata consapevolezza».
Dopo una breve visita delle autorità e degli ospiti alla biblioteca storica della scuola, spazio in cui è custodita la memoria del Canopoleno e il suo patrimonio più antico, la manifestazione è proseguita nell’aula magna dell’istituto alla presenza degli studenti del liceo e di numerosi docenti della scuola. La prefetta e il sindaco hanno sottolineato
l’importanza della ricorrenza e il valore del ricordo del dramma, per molti anni sottaciuto, vissuto da molti nostri connazionali alla fine della Seconda Guerra Mondiale. È stata poi la volta dei ricordi della profuga Rita Manni, letti dalla figlia, e di Marisa Brugna, autrice del libro “Memoria negata – Crescere in un campo raccolta profughi per esuli giuliani”, che ha narrato la sua storia personale, simile alla tragedia vissuta da tanti che, nel dopoguerra “optarono” per rimanere italiani, dovendo così abbandonare per sempre la propria terra, la propria casa e le proprie radici.
«È giusto sapere che gli esuli giuliani furono gli unici a pagare per la Seconda Guerra mondiale ed è giusto ricordare perché cose simili non debbano accadere mai più», ha concluso Marisa Brugna.
Gli interventi sono stati preceduti da alcuni brani musicali e recite eseguiti entrambi dagli allievi della scuola. Inoltre, a completare la scenografia sono stati affissi alle pareti numerosi disegni con tema il ricordo eseguiti dai liceali, il tutto coordinato dalla docente Stefania Fagiani.
Nel ringraziare gli ospiti il rettore Stefano Manca ha sottolineato che «l’iniziativa rientra a pieno titolo nella disciplina curriculare di educazione civica e costituisce il proseguo di un percorso già avviato dalla scuola, nonché un importantissimo momento didattico ed educativo per fare degli studenti dei cittadini responsabili e sentitamente ispirati ai principi della democrazia, all’amore della libertà nel rispetto delle persone e delle leggi».








