Grande pubblico al Teatro Comunale di Sassari per “La Tempesta”
Prossimo evento del Cedac venerdì 20 gennaio con il Gran Galà Ballet dell’Ukrainian Classical Ballet

Sassari. Ancora un sold out al Teatro Comunale di Sassari per assistere all’opera teatrale di William Shakespeare “La Tempesta”. L’evento, che fa parte del circuito teatrale sardo e che si svolge sotto le insegne del CeDAC (Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna), è andato in scena il 9 gennaio davanti a una platea questa volta composta anche da tantissimi giovani, studenti universitari e delle superiori, che hanno apprezzato sia le scene sia l’esibizione degli attori, nonché la regia proposta da Alessandro Serra. Sotto i riflettori (in ordine alfabetico) hanno preso parte al cast de “La Tempesta” Andrea Castellano, Vincenzo Del Prete, Massimiliano Donato, Salvo Drago, Jared McNeill, Chiara Michelini, Maria Irene Minelli, Valerio Pietrovita, Massimiliano Poli, Marco Sgrosso, Marcello Spinetta e Bruno Stori. Hanno prestato volto e voce ai personaggi di una vicenda intricata e intrisa di magia e mistero, in cui affiorano accanto ai più nobili principi i più bassi istinti, oltre all’ambizione sfrenata e alla consueta avidità, in uno stupefacente e variopinto affresco di varia umanità.
“La tempesta” è prodotto dal Teatro Stabile di Torino / Teatro Nazionale, dal Teatro di Roma / Teatro Nazionale, da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, da Sardegna Teatro / TRIC, dal Festival d’Avignon e da MA scène nationale / Pays de Montbéliard, in collaborazione con Fondazione I Teatri Reggio Emilia e Compagnia Teatropersona.
«Nella “Tempesta” – sottolinea il regista Alessandro Serra – tutti cercano di usurpare, consolidare o innalzare il proprio potere. Prospero trascura il governo, cioè gestisce male il potere. E subito suo fratello, il suo stesso sangue, trama contro di lui insieme al re di Napoli e lo condanna a una morte per acqua. Gonzalo lo salva, fornendogli segretamente la fonte di un potere ben più grande di quello politico: la magia. Ma chi è sradicato non può che sradicare, dice Simone Weil, e così non appena giunto sull’isola, Prospero usa il suo potere magico per sottrarla a Caliban, che prima adotta come figlio e poi trasforma in schiavo. Lo stesso farà con Ariel: lo libera dalla schiavitù ma lo condanna a servirlo per dodici anni. Persino il suo atteggiamento nei confronti di Ferdinando e Miranda è dettato da un mero interesse dinastico. Anche nella tempesta, come in tutti i romances, c’è il tema dell’unione di due regni. Non appena mettono piede sull’isola Antonio convince Sebastiano a uccidere suo fratello per divenire re di Napoli. Solo Gonzalo, in un mirabile monologo scritto da Shakespeare con le parole di Montaigne, vaneggia di una società ideale senza violenza in cui ogni bene sia in comune, senza alcuna sovranità, in simbiosi con la natura. Ed è proprio di fronte alla natura che nella prima scena si ribaltano le gerarchie: in un mare in tempesta comanda il Nostromo, non il re, perché Che gliene importa ai cavalloni del titolo di re! Ma in realtà chi comanda davvero è la natura, e quando la natura decide di riprendersi il suo spazio i marinai non possono che intonare il loro saggio requiem: È tutto inutile, preghiamo! Siamo fottuti! Tutti sono sul punto di morire annegati, ma in realtà non muore nessuno, è più un’immersione battesimale, un’iniziazione nel proprio labirinto interiore al termine della quale, dice Gonzalo, noi tutti ritrovammo noi stessi quando nessuno era più padrone di sé».
Il prossimo evento in programma al Teatro Comunale sarà venerdì 20 gennaio alle 21. La serata aprirà la stagione di danza 2022/2023 del Cedac con il Gran Galà Ballet dell’Ukrainian Classical Ballet.
Giulio Favini







