Viale Italia perde i paletti della pista ciclabile
L’intervento è inserito nel più ampio progetto di introduzione delle Zone 30 nel territorio comunale di Sassari. Brianda: «È una politica del gambero»
Sassari. Ancora non è possibile dire se la pista ciclabile di viale Italia, mai apprezzata dai cittadini (come del resto sono costantemente deserti gli altri tratti del circuito cittadino ciclabile), diventerà (o semplicemente tornerà) una corsia invasa dalle auto parcheggiate. La strada, un tempo principale via dello shopping a Sassari, da tempo non accoglie più un consistente traffico automobilistico. Complice la crisi (non solo) economica degli ultimi anni e lo spostamente dell’intero asset commerciale nei megastore di Predda Niedda, con i loro grandi parcheggi gratuiti, viale Italia oggi rappresenta solo un pallido ricordo di un periodo senza dubbio più florido economicamente per i negozi che ancora lì resistono. Il panorama attuale è desolante: tante le saracinesce abbassate e gli avvisi di locale disponibile in affitto. Va detto che anche nelle grandi città della Penisola non sono rare situazioni simili. Basta girare per Roma e si notano negozi chiusi anche a due passi dalla centralissima stazione Termini.
Da un paio giorni viale Italia ha cambiato però volto. Un piccolo passo in avanti o indietro, a seconda del punto di vista. I paletti che delimitavano la pista ciclabile sono infatti stati rimossi. Per un paio di anni, nel corso del mandato di Nicola Sanna, sindaco dal 2014 al 2019, in tanti, anche nella sua maggioranza e nel suo stesso partito (di allora), il Pd, a più riprese ne chiedevano la rimozione. Adesso è il sindaco Nanni Cammpus ad avere accolto la richiesta. Per la verità, non si tratta di una risposta diretta. La rimozione dei paletti infatti è parte di un intervento più ampio, legato all’introduzione anche a Sassari delle “Zone 30”, diffuse ormai in diverse città della Penisola e, da anni, dell’Unione Europea. Trenta come il limite di velocità più basso, imposto per ragioni non solo di sicurezza. Una alternativa parziale alla pedonalizzazione totale di intere aree del centro cittadino, anche per cercare di conciliare le esigenze, spesso contrapposte, di residenti, cittadini e commercianti.
L’antivigilia di Natale, il 23 dicembre, il dirigente del settore comunale competente (Infrastrutture della mobilità e traffico) ha emanato un’ordinanza, con la quale ha disposto che, nell’ambito del progetto “Decreto del Ministero della Infrastrutture e dei Trasporti n°344 – Risorse destinate a ciclovie urbane – Progetto MO.S.S. – Mobilità Sostenibile a Sassari”, il 28 dicembre si sarebbe proceduto con la rimozione dei paletti dalla pista ciclabile. «Vista la nota della Direzione Lavori con la quale si comunica che l’effettivo inizio dei lavori avrà luogo in viale Italia lungo la pista ciclabile a partire dall’intersezione con viale Mancini con l’allestimento di un cantiere mobile – riporta il testo dell’ordinanza –; considerato che tra le lavorazioni di appalto riguardanti viale Italia è prevista, tra le altre, anche la rimozione dei paletti dissuasori che separano la pista ciclabile dalla carreggiata; valutato che per effetto della presenza del cantiere mobile e delle modifiche alla viabilità da attuare con l’appalto dei lavori, che non garantiranno nella fase transitoria la sicurezza ai velocipedi lungo la corsia ciclabile, si rende necessario interdire il transito in entrambe i sensi di marcia sulla pista ciclabile di viale Italia nel tratto compreso tra viale Mancini e via Amendola; ordina a partire da mercoledì 28 dicembre fino al completamento dei lavori in premessa l’istituzione del divieto di transito a tutti i velocipedi, in entrambi i sensi di marcia, nella corsia ciclabile di viale Italia nel tratto compreso tra viale Mancini e via Amendola».
La rimozione dei paletti della pista ciclabile è stata già definitiva una “politica del gambero” da Mariano Brianda, consigliere comunale di opposizione del centrosinistra. «Questa amministrazione ha tolto i paletti che delimitavano la pista ciclabile in tutta viale Italia – scrive Brianda sul suo profilo Facebook –. In questo momento come era facile prevedere, sulla pista è un susseguirsi di macchine parcheggiate che impediscono la circolazione delle bici e intralciano il traffico veicolare. Ma perchè noi sassaresi dobbiamo essere schiavi di guerre della politica secondo cui chi subentra deve passare il quinquennio ad azzerare quello che è stato fatto dalla amministrazione precedente senza fare di suo niente altro? Si chiama “politica del gambero” che è fatta da gente che non vede oltre il proprio naso, guarda e va indietro, e che realizza tutto tranne lo sviluppo di Sassari, ossia quello che ci fa andare avanti, qualificandoci come città europea e moderna. Noi siamo la città di chi vuole entrare con la sua auto al bar per farsi l’aperitivo e da qui non ci schiodiamo perchè abbiano una giunta del gambero. Ogni sindaco dovrebbe partire da ciò che c’è e fare di suo. E la città va indietro».






