La bilancia dell’angelo
Sabato 27 e domenica 28 settembre la compagnia La Botte e il Cilindro presenta al Teatro Ferroviario di Sassari la sua nuova produzione ispirata al racconto di Heinrich Böll
Sassari. Prosegue “Cartellone Estate” la nuova rassegna organizzata dalla Compagnia Teatro La Botte e il Cilindro nata con l’obiettivo di intercettare il pubblico giovane degli adolescenti e degli studenti universitari.
Dopo “Gita all’inferno. Viaggio nella Divina Commedia” presentata dalla compagnia Akròama e “B-Tragedies” e “Search & Destroy” di Meridiano zero, la rassegna presenta un debutto nazionale, “La bilancia dell’angelo”. Lo spettacolo in scena il 27 settembre (in replica il 28) al Teatro Ferroviario di corso Vico è la nuova produzione della compagnia La Botte e il Cilindro ispirata al racconto di Heinrich Böll “La bilancia dei Balek”. L’adattamento è di Nadia Imperio e Pier Paolo Conconi, la regia di Pier Paolo Conconi. Sul palco: Stefano Chessa, Luisella Conti, Nadia Imperio e Consuelo Pittalis.
Il racconto di Böll, ambientato ai primi del Novecento, è un’acutissima metafora sull’ingiustizia. La bilancia truccata dai potenti del paese, i Balek, fa la cresta sull’umile condizione e sul bisogno dei suoi abitanti, finchè l’inganno non viene scoperto grazie all’ostinazione di Franz, un bambino ingenuo ma perspicace. Lo stratagemma utilizzato per falsificare la tara della bilancia è quello della legge data dai Balek: nessuno deve avere in casa una bilancia. in tal modo la nobile famiglia si trova ad avere il monopolio della verità su tutto ciò che viene portato e pesato al castello. La scoperta della verità, da tutti sino a quel momento ignorata, scatena una rabbiosa rivolta, ma la violenza della rabbia nulla può contro la potenza dei Balek, e l’ordine viene presto ristabilito nel paese, non senza sanguinose conseguenze. I gendarmi sedano i tumulti con le baionette e nello scontro la sorellina di Franz viene uccisa. Uomini e donne, minacciati di prigione, dovranno accettare il “peso” dei Balek, l’ago della loro giustizia. Alla famiglia del bambino che ha osato mettere in dubbio i trucchi del potere sleale non resterà che l’esilio, un esilio doppiamente doloroso perché presto scopriranno come dappertutto il pendolo della giustizia batta falso e sbagliato, e come ovunque ci sarà sempre una bilancia truccata a svantaggio degli umili.
La messa in scena de La Botte e il Cilindro prevede la contaminazione di diversi altri testi e autori oltre al racconto di Heinrich Boll, in particolare “The Paradise Lost” di John Milton e Il “Cielo sopra Berlino” di Wim Wenders, e ancora “I Quaderni di Malte Laurids Brigge” di R.M.Rilke, così come diversi sono i linguaggi e i registri scenici che vengono utilizzati: parola, gesto, movimento, coreografia, racconto, canzone, immagini metaforiche e scene di immediato realismo.
L’ultimo appuntamento con “cartellone estate” è previsto per il 4 ottobre con Spazio T che presenta lo spettacolo “Giordano Bruno e la pietra della bellezza” regia di Chiara Murru. in scena un affascinante dialogo tra Giordano Bruno e chi firmò la sua condanna nel 1.600, Papa Clemente VIII. Tutti gli spettacoli inizieranno alle 21.






