Ener.Loc., strategie sull’energia
Alla Camera di Commercio di Sassari XVI edizione dell’evento. Caro bollette e via rapido ai progetti sulle rinnovabili
Sassari. Ieri, alla Camera di Commercio, nella giornata di studio della 16esima edizione dell’evento annuale Ener.Loc, esperti, ricercatori, amministratori, ordini professionali insieme per fare il punto sulle strategie per fronteggiare il complicato momento storico. Esperti, ricercatori, amministratori, ordini professionali riuniti per un giorno per ragionare sui temi dell’energia, sulle conseguenze della crisi dell’energia e del caro bollette bollette e sulle strategie per fronteggiarle, sulle fonti rinnovabili e sulle comunità energetiche, su un consumo più consapevole e razionale e sulle opportunità offerte dal Pnrr per accompagnare una transizione non più procrastinabile che rappresenta una sfida anzitutto culturale, amministrativa e imprenditoriale.
Ad introdurre i temi di Ener.Loc- Energia, Enti Locali-Ambiente 2022, l’appuntamento annuale giunto alla sedicesima edizione, organizzato da PromoPA Fondazione e ospitato alla Camera di Commercio di Sassari, è stato Romano Giglioli, ordinario Sistemi Elettrici, Università di Pisa e coordinatore scientifico della giornata di studio. A partire dal PNRR in ambito Energia, «uno strumento che permette di cogliere l’opportunità della crisi per affermare e accelerare le trasformazioni dei processi e la diffusione di nuovi prodotti – ha sottolineato – in modo tale da perseguire ed accelerare la Transizione energetica carbon free».
E poi la sopravvenuta crisi energetica e le sue cause: «La guerra Russia-Ucraina non ha determinato ma ha acutizzato una crisi che si è originata con la pandemia e resa più acuta in Europa a causa dei non superati nazionalismi che hanno ignorato, per mero opportunismo, quanto previsto dalla Direttiva “Energy Union”», ha aggiunto Giglioli.
Emblema della crisi è il gas che ha raggiunto livelli di prezzo impensabili e non rapportabili energeticamente con gli altri vettori. «E non certo per scarsità della materia, poiché le riserve accertate di gas nel mondo sono sufficienti, ai consumi attuali, per più di 80 anni – ha affermato –. Il problema è infrastrutturale, cioè non ci sono adeguate infrastrutture per un libero mercato a livello mondiale».
Lo sguardo al futuro porta ai vettori energetici: fondamentali nella transizione verso la decarbonizzazione di tutto il settore energetico, compresa la mobilita, sono in ordine di importanza sono il vettore elettrico (che può essere direttamente decarbonizzato con fonti rinnovabili o da nucleare di fissione):il gas naturale (il combustibile fossile a minor impatto che dovrebbe sostituire, laddove possibile, carbone e derivati del petrolio); gli altri combustibili carbon neutral (di origine biologica e/o sintetica); l’idrogeno, che se ancora non è matura una tecnologia per utilizzarlo come vettore energetico (occorre ancora molta ricerca), ma è importante “come materia nei processi produttivi” in particolare in quei settori difficili da elettrificare.
«Per la gestione della crisi occorre non il razionamento, tanto minacciato da tutti i governi, ma un uso razionale dell’energia – ha proseguito il coordinatore scientifico dell’incontro –. Se eliminiamo gli sprechi l’energia che abbiamo disponibile e che riusciremo a procuraci è sufficiente – ha affermato –. Contemporaneamente occorre agire per incrementare la produzione con più impianti da fonti rinnovabili, in particolare solare, colico e biomasse; l’utilizzazione con le pompe di calore, la mobilità elettrica e ciclo-pedonale; l’approvvigionamento con la costruzione rapida di rigassificatori».
Temi condivisi dai relatori intervenuti a portare il loro contributo con un focus, naturalmente, sulla realtà sarda con le iniziative dell’amministrazione regionale, la disponibilità da parte di istituti di credito come il Banco di Sardegna ad accogliere e sostenere con importanti risorse i progetti imprenditoriali volti alla ricerca, alla produzione e all’utilizzo di fonti energetiche alternative, le eccellenze nella ricerca e nella sperimentazione, come Sardegna Ricerche, e l’esempio dei comuni che muovono i primi passi verso la costituzione delle comunità energetiche, tra cui Alghero, Borutta e Serrenti.
«È fondamentale anzitutto una semplificazione legislativa – ha detto Alessandro Naitana, direttore generale dell’Assessorato regionale all’Industria – e in questo senso la Regione Sardegna lo scorso anno ha deliberato un sistema di semplificazione attraverso lo sportello SUAPEE, al quale sono state trasferite tutte le procedure, strutturando un sistema digitale automatizzato che consente di ottenere in 60-90 giorni le autorizzazioni per quanto riguarda le energie rinnovabili, in particolare per il fotovoltaico. Siamo andati avanti con l’idrogeno, sta per partire il prossimo anno la produzione dell’idrogeno in Sardegna. Stiamo lavorando per risolvere il problema dell’allaccio alle cabine primarie per le comunità energetiche. In Sardegna l’80 per cento della produzione dell’energia è ottenuta dal carbone e chi consuma più energia è l’industria, non le residenze o il terziario. In questa fase quindi, è necessario passare al gas, perché la normativa ci dice che entro 2025, salvo proroghe, dobbiamo chiudere le centrali a carbone. In quest’ottica stiamo lavorando all’incremento della produzione da fonti rinnovabili con progetti già avviati e altri in istruttoria. Occorre essere rapidi, nella predisposizione di progetti e nelle autorizzazioni».
«Non abbiamo più tempo – ha sottolineato Emiliano Deiana, presidente Anci Sardegna –. In Sardegna possiamo avere una grande opportunità se investiamo sulle rinnovabili, con procedure che dovranno essere di partecipazione delle comunità locali, di sburocratizzazione. Se investiamo con le Università, in innovazione e ricerca. Se lavoriamo per diventare un ponte tra Europa ed Africa, un’isola di pace e una piattaforma dove le comunità locali autoproducono quello che serve. Dobbiamo prospettare tutti i ragionamenti e vocarli verso il futuro, verso le future generazioni».
«L’idrogeno, per la sua natura multiforme e versatile, può svolgere un ruolo fondamentale per affrontare le sfide che ci attendono – ha detto il presidente del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari Valerio Scanu – utilizzato come vettore energetico o come materia prima. L’idrogeno verde, prodotto senza utilizzo di fonti fossili, sarebbe una soluzione energetica ad emissioni zero l’area industriale del Nord Ovest della Sardegna, per le sue caratteristiche territoriali e per la presenza degli elementi fondamentali come sole e acqua, si presta in maniera ottimale per ospitare un distretto dell’idrogeno verde. Il Consorzio Industriale Provinciale di Sassari ha da tempo avviato interlocuzioni e iniziative con solidi gruppi industriali determinati ad avviare la ricerca e la produzione di idrogeno verde. Credere e investire sull’idrogeno rappresenta la soluzione più efficace per accompagnare la transizione energetica e al tempo stesso creare grandi opportunità di sviluppo nel breve periodo come in prospettiva futura».
Grande partecipazione anche ai due laboratori della sessione pomeridiana che hanno approfondito i temi su “Efficientamento energetico in edilizia: le problematiche applicative del superbonus 110% e degli altri bonus. Le novità introdotte dai recenti provvedimenti legislativi (a cura di Teresa Cervino, docente Università di Pisa con l’intervento di Enrico Genova, ricercatore ENEA); e su “Le comunità energetiche fra esperienze e nuove prospettive per comuni, quartieri, alberghi e industrie. Nuovo quadro regolatorio e finanziamenti (a cura di Gabriella De Maio, professoressa di Diritto dell’Energia Università Federico II Napoli – Coordinatrice Italian Forum of Energy Communities).









