Facciamo la spesa al Mercato Civico di Sassari
Nei giorni scori i coordinamenti cittadino e provinciale dei Riformatori Sardi hanno promosso un’iniziativa per supportare gli sforzi degli operatori locali
Sassari. Aiutare e sostenere le produzioni tipiche locali, sinonimo di genuinità e di tradizioni. I Riformatori Sardi, in particolare il Coordinamento territoriale ed il Coordinamento provinciale, hanno promosso martedì scorso una manifestazione di fronte al Mercato Civico di Sassari con l’obiettivo di dare un sostegno forte e concreto al consumo di prodotti locali certificati, quali ad esempio le carni sarde, rendendo ancora più nota ed apprezzata la genuinità delle produzioni agroalimentari “Made in Sardinia”. È infatti necessario supportare e valorizzare gli sforzi degli operatori del Mercato Civico di contrastare la sempre più dilagante diffusione della grande distribuzione per mezzo di una centenaria tradizione di produzione e di commercializzazione al dettaglio. Ma c’è anche da considerare i problemi sia generali della città di Sassari sia specifici del mondo degli operatori del mercato, che devono affrontare difficoltà e problemi quotidiani di grande rilievo nello svolgimento delle loro attività.
«Abbiamo deciso di dare un segno di solidarietà agli operatori del Mercato Civico ma anche invitare la popolazione a riscoprire una tradizione centenaria del commercio», spiega Michele Saba, coordinatore cittadino dei Riformatori. «La nostra presenza ha però anche un altro significato. Occorre ripensare a come è strutturata Sassari. Pensiamo alla sede dell’Infopoint in via Sebastiano Satta e alle proposte per i turisti. Ma anche ai flussi di traffico: entrando da viale Italia chi cerca di raggiungere il centro viene subito mandato fuori. La segnaletica stradale è inadeguata e non possiamo attendere ancora un adeguamento. Si deve intervenire subito». È però il Mercato Civico l’argomento principale dell’incontro. «L’aspetto del legame con il territorio e la genuinità dei prodotti agroalimentari devono rimanere in primo piano. Se non facciamo rete e non incentiviamo le aziende sarde che seguono una certificazione apposita e una precisa filiera non andiamo molto avanti. È un invito rivolto ai cittadini ed agli enti locali. Qui tutto è tutto garantito, dal pesce ai prodotti agricoli. È una scelta etica e politica, ma anche un modo per fare tirare l’economia a vantaggio di noi sardi e sassaresi».
«Ciò che vogliamo sottolineare con la nostra presenza qui è che il Mercato Civico è un simbolo dell’identità sassarese. Non tutti sanno che il luogo dove è stato allestito il nuovo mercato è solo una delle tre zone nelle quali era in origine strutturato: c’era l’area della carne, quella del pesce e quella della frutta. Non era solo un luogo del commercio. Il vociare dei venditori, la contrattazione della merce, gli odori del pesce e della carne, i colori della frutta. Di quella magia poco è rimasto», spiega Claudia Bianchi, del Coordinamento cittadino. «Quando è arrivata la grande distribuzione è cambiato tutto. Ed è cambiato anche il nostro modo di acquistare e spendere. Occorre invece tornare a produzioni all’insegna della genuinità e di una corretta stagionalità, il che avrebbe conseguenze positive anche in termini di impatto ambientale. Quindi ambiente, turismo e territorio. Il Mercato Civico è il luogo ideale per far conoscere i prodotti del territorio e qui va indirizzato il turista».







