Ti castiu e (no) ti biu, contro la xenofobia
Ha fatto tappa a Sassari il progetto che punta a contrastare atteggiamenti xenofobi e a riflettere su ricchezze e difficoltà nell’incontro e nelle relazioni multietniche
Sassari. A scuola per conoscere le realtà delle immigrazioni e imparare a coltivare relazioni anche con chi proviene da culture diverse, sfatando tabù e luoghi comuni. Ieri, giovedì 27 febbraio, ha fatto tappa anche a Sassari “Ti castiu e (no) ti biu”, progetto ideato dalla cooperativa sociale Il Sicomoro, che vede un team composto da due psicologhe e due mediatori culturali entrare nelle scuole della Sardegna per insegnare alle giovani generazioni la cultura dell’accoglienza e del saper stare insieme.
Nel corso dell’intera mattina il progetto ha coinvolto i ragazzi della II C della Scuola media di via Mastino e i piccoli della V E della Scuola primaria di via Era a Li Punti.
“Ti castiu e (no) ti biu”, rivolto ai ragazzi degli ultimi anni delle scuole elementari e a quelli delle suole medie e superiori, propone un approccio che, partendo dalle esperienze dirette degli studenti nella propria famiglia, con gli amici e nella società, porta via via a ragionare in termini di spostamento dal proprio paese d’origine e delle conseguenze che questo comporta. Come allacciare nuove relazioni in un posto completamente diverso dove non si conosce nessuno e si parla una lingua sconosciuta? Quali sono le usanze e in che cosa differiscono rispetto a quelle del proprio paese? La cucina in che cosa è diversa? Non manca poi uno sguardo sulle possibilità delle famiglie miste che le nuove migrazioni indubbiamente favoriscono.
Il progetto è finanziato dalla Regione Sardegna grazie alla L.R. 46/90 piano annuale immigrazione 2019/2020 – Progetti innovativi e qualificati in materia di Politiche di Integrazione degli Immigrati non comunitari.








