Venerdì a Sassari “Il Piccolo Spazzacamino” di Britten

Al Teatro Civico le voci bianche delle Corali Canepa e Santa Cecilia. La regia è affidata al soprano Vittoria Lai

PiccoloSpazzacaminoSassari. È già il tutto esaurito in vista delle due rappresentazioni di venerdì 3 novembre, la prima di mattina, dedicata alle scuole, la seconda di sera, alle 20, aperta al pubblico, con una produzione tutta sassarese dell’opera dell’autore britannico Benjamin Britten.

Si tratta di una collaborazione sempre più forte tra le due storiche associazioni musicali cittadine, la Corale “Luigi Canepa” e la Polifonica “Santa Cecilia” che metteranno in scena l’opera con i ri-spettivi cori delle voci bianche, preparati dai maestri Salvatore Rizzu e Laura Lambroni, per l’oc-casione anche direttori artistici dell’evento. Impegno e merito si estendono anche a due importan-ti istituti sassaresi: il Liceo musicale e coreutico “D. Azuni”, dal quale provengono i giovani solisti ed orchestrali, ed il Liceo artistico “F. Figari” che ha curato le proiezioni video, scenografia e co-stumi, il tutto sotto la direzione di Davide Soddu, mentre la regia è affidata al soprano Vittoria Lai.

PiccoloSpazzacaminoLocIl piccolo spazzacamino è un’opera composta nel 1949 per il festival musicale di Aldeburgh, un paese di mare del Suffolk. The Little Sweep (questo il titolo originale) è la parte finale di uno spet-tacolo dedicato ai ragazzi, Let’s Make an Opera, ovvero Facciamo un’opera, creato da Britten in-sieme a Eric Crozier, che ha scritto i testi. La prima parte vede in scena sette bambini e quattro adulti che insieme decidono di mettere in piedi un’opera in tutte le sue parti, come un grande gio-co: il libretto, le arie, i cori, le parti recitate e la musica, coinvolgendo an che il pubblico. E poi, appunto, l’opera prende forma e diventa la vicenda del piccolo lavoratore nero come il carbone.

Nota curiosa: i nomi dei piccoli personaggi rispecchiano quelli di bambini veri, i figli e i nipoti del direttore del festival. Come nel caso di altri lavori di Britten, anche questo è stato scritto per esse-re rappresentato anche da non professionisti e messo in scena in luoghi semplici, come aule di scuola e sale della parrocchia, invece che teatri veri e propri, per portare la buona musica ovun-que e metterla alla portata di tutti.

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