Torres, ora servono investimenti e programmazione
Archiviata la stagione con la chiusura di un ciclo, adesso sarà fondamentale ricostruire e riprogrammare a medio termine

Smaltire la fortissima delusione, resettare e riprogrammare con obiettivi a medio termine, senza l’assillo della serie B. In casa Torres si dovrà decisamente voltare pagina, allargare e solidificare le basi , rendere la struttura societaria più professionale e ringiovanire la rosa, ripartendo da chi ha la carta d’identità dalla sua parte e potrà garantire un futuro.
All’indomani della cocente eliminazione dai play off, sono probabilmente queste le considerazioni che la società stessa sta facendo, in ottica futura. La cosa certa è che per molti dei giocatori protagonisti delle ultime due ottime stagioni, che probabilmente hanno alzato un pochino troppo le aspettative in rapporto ai reali mezzi della società in confronto ad altre realtà ben più consolidate, quello appena terminato è stato l’ultimo ballo in rossoblù.
I vari Dametto, Idda, Scotto, Liviero, Varela, Casini, molto difficilmente ricalcheranno il manto del Vanni Sanna con la maglia torresina e probabilmente non saranno i soli. I giocatori giusti dai quali ripartite, almeno sulla carta sono i vari Zaccagno, Brentan, Carboni, ma anche gli stessi Nanni e Mercadante, attorno ai quali vanno inseriti altri giovani di spessore e certamente qualche elemento di categoria. Da capire anche quello che sarà il destino di Antonelli, Fischnaller, Mastinu, Zamparo, Giorico, Diakitè e Guiebre ad esempio. Certamente, dipenderà anche dalla visione del nuovo allenatore che sarà chiamato a sostituire Alfonso Greco, anche lui arrivato al capolinea del suo viaggio rossoblù. A questo proposito ci saranno da capire gli orientamenti e le possibilità della società. La scelta del tecnico sarà in ogni caso fondamentale per costruire un nuovo ciclo, solido e che possa nell’arco di qualche tempo rivelarsi anche vincente. A dirla tutta, Greco si è accontentato di quello che passava il convento, spesso tenendosi dentro difficoltà e malumori, ma i tecnici esperti e di nome, vogliono e chiedono garanzie di un certo tipo e questo va al di là del discorso economico. In primis riguardo alle strutture, possibilmente un centro sportivo che consenta di svolgere nel migliore dei modi l’attività. E’ vero che la società ci sta lavorando, ma sulle tempistiche ancora non ci sarebbero garanzie.
Il momento è delicato, quando bisogna ricostruire non è mai semplice e la cosa più importante in questa fase, sarà mantenere la calma e la lucidità, anche da parte dei tifosi, molti dei quali ieri hanno comprensibilmente manifestato il proprio disappunto per le modalità con cui la squadra è stata eliminata, subendo un’umiliazione che purtroppo resterà per sempre nella storia ultracentenaria del club. Ecco adesso sarà bene lasciare da parte i voli pindarici, farsi un bel bagnetto di umiltà e costruire il futuro, partendo dagli errori e dall’esperienza maturata in questi due anni, nei quali onestamente si è fatto tanto, andando inizialmente oltre le aspettative, soprattutto nella scorsa stagione. Ma è stato proprio quel risultato a crearne molte, forse troppe, per quest’anno, anche perchè chi vive il calcio sa benissimo che se l’anno scorso sei arrivato secondo, non significa che quest’anno arriverai automaticamente primo.
Nonostante questo la Torres si è sostanzialmente confermata, non seconda ma terza e questo va sottolineato e le vanno dati i giusti meriti. Il tutto se si considera che diverse società del girone avevano budget molto superiori a quello rossoblù e quindi dovrebbero essere loro i veri delusi. Si può parlare di Perugia e Spal ad esempio.
Ecco, il prossimo anno queste squadre ci saranno ancora e ci sarà probabilmente nello stesso girone, anche la Sampdoria, fresca retrocessa, e certe società con certi budget, se non oggi ma domani, la stagione la azzeccano. Quindi calma e gesso, profilo basso e niente proclami, ma ricostruire tutti insieme, società e tifosi, per ritrovare quell’entusiasmo e quella spinta che in questo momento sono sopraffatti dalla delusione e dalla rabbia.
Aldo Gallizzi







