Torres e Dinamo, l’appello ai tifosi: “Venite a sostenerci”

Nell’anno difficile delle due principali società sportive sassaresi, serve il sostegno e il supporto dei tifosi per cercare di preservare un imprescindibile patrimonio sportivo del territorio

Chi fa e segue lo sport, sa che certe volte si può incappare in stagioni che nascono male e proseguono peggio, il tutto a causa di non uno ma di diversi fattori. Errori, sfortuna e via dicendo. Quest’anno è esattamente ciò che è successo alla Torres e alla Dinamo, ovvero le due più importanti realtà sportive della città e del territorio (non ce ne vogliano le altre). In questo momento di grandissima difficoltà, soprattutto per la Dinamo, ci si deve giocare la classica volata, lo sprint a testa bassa spingendo sui pedali, sperando di arrivare anche solo un centimetro avanti, per evitare che il finale della stagione sia ancora peggio di ciò che è stato finora.

Ormai ci siamo, ci si gioca tutto in pochi giorni. Iniziamo dalla Torres. I rossoblù grazie all’arrivo di Greco, hanno invertito la tendenza rispetto alla prima scurissima e triste parte di campionato targata Pazienza, ma nonostante tutto non possono considerarsi ancora salvi. Manca poco, ma quel poco va ancora conquistato e “basterebbe” vincere sabato sera col Gubbio, calcio d’inizio alle 20:30 al Vanni Sanna, per chiudere il libro, tirare un sospiro di sollievo e pensare a costruire il futuro, magari ripartendo proprio da Alfonso Greco, che, gira e rigira, è l’unico che offre di base determinate garanzie.

“Sabato sarà una partita molto importante per Sassari e la Torres – ha detto il presidente rossoblù Stefano Udassi -. Ci tenevo, approfittandone per ringraziare di cuore, a nome della società, i nostri abbonati e chi c’è sempre stato tutto l’anno in casa e trasferta, per chiedere ai sassaresi un ultimo sforzo. Col Gubbio abbiamo l’opportunità di fare un passo importante, definitivo, verso la salvezza. Sappiamo che le aspettative di questa stagione fossero diverse, ma alla fine, ancora una volta, compattandoci e rimanendo uniti siamo riusciti ad arrivare ad un punto in cui siamo artefici del nostro destino. Ci siamo riusciti anche grazie a voi, alla vostra spinta, al vostro amore incondizionato verso i colori rossoblù ed è per questo che la vostra presenza sabato sarà ancora più importante. Abbiamo una grande opportunità di fare un passo decisivo, nel nostro Vanni Sanna. Rendiamolo il nostro 12esimo uomo in campo, giochiamola insieme. È insieme che possiamo fare ancora una volta la differenza”.

Se la Torres vede lo striscione del traguardo, non altrettanto si può dire per la Dinamo, che senza ombra di dubbio è alle prese con la sua stagione più difficile e complicata da quando è in serie A. Mai come quest’anno, il calore delle fiamme dell’inferno (sportivo) si sente così forte. Errori, colpe proprie e poca fortuna, stanno caratterizzando l’annata sportiva dei biancoblù. Ma anche in questo caso, il tempo delle analisi, dei processi, delle critiche e quant’altro, arriverà. Adesso serve compattare squadra, ambiente e tifosi, per cercare tutti insieme di spingere la barca in porto. Come si è arrivati a questa delicata situazione, che sta mettendo a serissimo rischio la permanenza della Dinamo in serie A con conseguenze pesantissime, che porterebbero alla perdita di un patrimonio territoriale dal grandissimo impatto, ora non è importante. L’importante è tirarsene fuori e per ritrovare un pizzico di fiducia in questo senso, non si può fallire l’appuntamento con la vittoria domenica alle 17 al PalaSerradimigni quando arriverà la Reyer Venezia. Attenzione, a differenza della Torres, alla Dinamo non basterà vincere quella partita, ma sarà indispensabile per continuare a coltivare il sogno salvezza. Il Banco nella sostanza dovrà tenere dietro di se una squadra, nella fattispecie Treviso, che in caso di arrivo a pari punti, sarebbe davanti per via della differenza canestri favorevole. Il problema è che il finale per Sassari non sarà esattamente dei più agevoli. Prima Venezia, poi il turno di riposo, poi ancora in casa con Bologna e per finire a Brescia. Non esattamente tre squadrette, ma tant’è, la situazione è questa e se il pubblico è chiamato a fare la sua parte come ha dimostrato in passato di poter fare, il sangue agli occhi dovranno averlo i giocatori, perchè in campo ci vanno loro.

Anche in questo caso la società ha rivolto un caloroso appello ai tifosi, invitandoli a non mancare a un appuntamento decisivo per il futuro della Dinamo e probabilmente del basket in città ad alto livello. Ora l’unica cosa veramente importante è stringersi intorno alla squadra, lasciar da parte il  malumore e la doverosa delusione e gremire gli spalti del palazzetto, come succedeva regolarmente un tempo abbastanza vicino quando a fatica si trovava un biglietto, ma che ora sembra tanto lontano.

Aldo Gallizzi

 

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