Stagione sinfonica dell’Ente Concerti sassarese, Brahms e Bruch per pochi
Teatro comunale ancora una volta con ampi spazi vuoti in platea per il primo appuntamento in calendario martedì scorso, con l'ottimo Massimo Quarta, violinista e direttore. Una formula evidentemente da rivedere


Sassari. E neppure stavolta il pubblico sassarese ha risposto alla proposta dell’Ente Concerti “Marialisa de Carolis”: ampi settori della platea sono rimasti desolatamente vuoti. Martedì scorso la stagione sinfonica 2025, due concerti questa settimana, anticipati in aprile da altrettante anteprime (il pianista Roberto Cappello il 9 e il duo Francesco Nicolosi, al pianoforte, e Stefano Valanzuolo, narratore, il 15: anche in questi casi il pubblico era, ahimè, scarso), ha preso il via con una serata che ha visto Massimo Quarta, violinista (Premio Paganini nel 1991) ma anche direttore, protagonista assoluto.
Nella prima parte spazio a uno dei capisaldi del repertorio tardo ottocentesco, il Concerto per violino e orchestra in sol minore n. 1 op. 26 di Max Bruch, eseguito per la prima volta nel 1866 e, dopo una pesante revisione, ripreso nel 1868 nella versione che viene normalmente suonata e che costituisce la composizione più nota dell’autore tedesco. Quarta ha mostrato ancora una volta le sue grandi doti virtuosistiche, catturando l’attenzione degli spettatori (e chi non c’era non sa che si è perso) con una spettacolare padronanza dello strumento. Martedì guidava anche l’Orchestra dell’Ente, che ha invece palesato alcuni limiti, in particolare nei momenti in cui Quarta dismetteva le vesti di direttore e si concentrava su quelle di violinista, soprattutto nel primo movimento. Forse è il caso di evitare in futuro il doppio ruolo di direttore e solista, non solo per Quarta, non potendo sempre contare su un costante supporto da parte di un’orchestra – spesso riesce a garantire sì una buona qualità, ma che non è, ricordiamolo, una compagine stabile che si esibisce tutte le settimane – che evidentemente ha bisogno di una presenza direttoriale per l’intera esecuzione.
La seconda parte della serata è stata invece dedicata alla Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73 di Johannes Brahms, una delle composizioni meno facili all’ascolto e anche poco eseguite del compositore di Amburgo. Scritta nell’estate del 1877, con una gestazione insolitamente veloce rispetto agli altri lavori sinfonici, in particolare la prima sinfonia che portò via ben 15 anni di lavoro tra ripensamenti e riscritture, si caratterizza per l’insolita calma e serenità nell’esposizione dei temi, tanto che viene accostata alla ben più celebre Sinfonia n.6 “Pastorale” di Beethoven proprio per la tranquillità complessiva e per alcuni spunti tematici di matrice agreste, pur non abbandonando in diverse sezioni l’inquietudine tipicamente brahmsiana, con passaggi passionali e altri più malinconici. Massimo Quarta ha diretto la compagine dell’Ente Concerti con sicurezza, garantendo una maggiore compattezza rispetto alla prima parte della serata. Ottimo il suono garantito dalla camera acustica, allestita per i concerti sinfonici (una delle cose positive degli ultimi anni al Comunale).

L’Orchestra dell’Ente Concerti è stata inoltre impreziosita da una partecipazione prestigiosa. In prima fila, tra le viole, ha suonato Raffaele Mallozzi, prima viola solista dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia. Una vera e propria sorpresa.
Alle fine, applausi a Massimo Quarta anche dagli orchestrali che lo hanno chiamato sul palcoscenico più volte. «Con l’orchestra dopo tre anni ci conosciamo sempre di più – ha dichiarato Massimo Quarta, direttore principale ospite –. Il rapporto che abbiamo instaurato ci ha permesso di scegliere per questa edizione un programma di grande complessità, certamente il più impegnativo che abbiamo affrontato insieme in questi anni. La Sinfonia n. 2 è tra le più difficili di Brahms perché ha tanti cambi di tempo, di umore, scenari che si trasformano, dialoghi con l’orchestra. Una composizione semplice all’ascolto perché è molto melodica e scorrevole ma che in realtà non lo è nell’esecuzione. L’orchestra è chiamata a saper rendere tutto questo e devo dire che va sempre meglio, sono sempre più contento dei risultati».

Soddisfatto anche chi era in platea (galleria e loggione non pervenuti). Dicevamo infatti della scarsa partecipazione degli spettatori, un aspetto che sembra ormai costante anche per alcune proposte della stagione lirica. Sarebbe opportuno allora prestare maggiore attenzione nella scelta dei titoli e dei programmi, puntando con più frequenza su composizioni meglio conosciute e soprattutto meno di nicchia. Come andrebbero evitate sovrapposizioni con altri eventi in contemporanea oppure spettacoli già visti e sentiti di recente in altri contesti cittadini.
Il secondo appuntamento della stagione sinfonica è in programma per sabato 14 giugno sempre alle 20,30. In programma il Concerto per violino e orchestra in re maggiore n. 1 di Nicolò Paganini, altro caposaldo del repertorio violinistico, con un grande solista, Giuseppe Gibboni, anche lui Premio Paganini ma nel 2021. L’Orchestra dell’Ente sarà diretta sempre da Massimo Quarta. Nella seconda parte sarà invece eseguita la Sinfonia n. 1 in si bemolle maggiore op. 38 “Primavera” di Robert Schumann, primo lavoro sinfonico del grande compositore sassone.
Luca Foddai







