Sel, Upc, Idv, PdS e Cd a Palazzo Ducale: Basta con il cannibalismo del Pd

I cinque consiglieri monogruppo abbandonano platealmente i lavori dell’Assemblea Civica. «Nicola Sanna è il sindaco della città, non del Partito Democratico». Aggiornamento 1 aprile

 

ConsCom17marzo2014Sassari. Per il momento non c’è nessun rimpasto in arrivo. Sabato scorso il sindaco Nicola Sanna ha incontrato i vertici sassaresi del Pd nella sede della federazione in via Mazzini. Con i segretari provinciale Gianpiero Cordedda e cittadino Fabio Pinna è stato fatto il punto sulla situazione politica a Palazzo Ducale. Nuovi assessori? Ancora no. E i nomi neanche ci sono. Tutto congelato insomma. Le analisi continuano, ci si sta muovendo tra vasi di cristallo e, insomma, la prossima mossa non deve fare danno a nessuno. Tutto rimandato allora. A quando? Sicuramente a dopo Pasqua. Se ne riparlerà (forse) tra sette giorni.

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Tonino Falchi, Giancarlo Serra, Franco Era e Giampaolo Manunta

Se però nel Pd le novità non ci sono, ci pensano i cinque consiglieri monogruppo della coalizione di centrosinistra a Palazzo Ducale ad agitare le acque. Motivo? «Il sindaco ci ha comunicato che nel Pd l’accordo non si è chiuso», spiegano martedì pomeriggio durante la seduta di Consiglio comunale Franco Era (Centro Democratico), Giampaolo Manunta (Idv), Giancarlo Serra (PdS), Marco Manca (Sel) e Tonino Falchi (Upc). Solo pochi minuti prima erano a colloquio con il primo cittadino. Un incontro veloce, in assenza di novità, che segue un altro incontro, avvenuto la settimana scorsa, nel corso del quale era stata sottoposta all’attenzione di Nicola Sanna anche una terna di nomi, tra i quali lo stesso sindaco avrebbe potuto scegliere un nuovo assessore. «Abbiamo atteso anche troppo, pazientemente. Adesso non ci stiamo più. La verità è che il Pd vuole avere tutto e blocca anche gli altri. Ma noi siamo cinque consiglieri, non possiamo continuare così», dicono. «Questa situazione adesso potrebbe avere ripercussioni anche in altri contesti. Stiamo valutando, insieme ai nostri coordinatori ed ai consiglieri regionali».

MarcoManca
Marco Manca

La situazione sassarese sarebbe già all’attenzione proprio dei consiglieri regionali espressione degli stessi cinque partiti (Sel, Cd, PdS, Idv e Upc, questi ultimi due a Cagliari presenti nel gruppo di Sardegna Vera). Ma a rischio potrebbero diventare anche tutte le altre alleanze sul territorio, nei comuni dove si voterà il prossimo 31 maggio. «Basta con questo cannibalismo del Pd», dice senza troppi giri Giampaolo Manunta. «Era stato il sindaco a chiederci una rosa di nomi per la nomina di un nostro assessore. E del resto sia lo stesso Nicola Sanna sia i segretari cittadino e provinciale del Pd avevano detto che un assessorato ci spetta. Adesso valuteranno i nostri partiti cosa fare in altri contesti. Qua il dato di fatto è che non è stato rispettato quanto detto dal sindaco e dai vertici del Pd». Un assessorato lo ha già (formalmente) il Partito dei Sardi con Ottavio Sanna, che gestisce Lavori Pubblici e Politiche della Casa. Ma una seconda “posizione” (un assessorato o la presidenza del Consiglio comunale) sarebbe più che gradita. «Sia chiaro comunque che noi non lo facciamo perché vogliamo avere a tutti i costi una poltrona. È una questione di principio. Abbiamo contribuito alla vittoria alle elezioni dello scorso anno. E adesso, anziché coinvolgerci nelle decisioni della coalizione, ci vogliono trattare come servi della gleba»

NicolaSanna
Il sindaco Nicola Sanna

Giampaolo Manunta fa un ragionamento più chiaro. «Questo non è “il sindaco del Pd”. Si mettano bene in testa che Nicola Sanna è il sindaco della città, di tutti. Se il Pd continua con questo cannibalismo è meglio lasciare». «A Nicola Sanna abbiamo sempre dato la massima disponibilità. Di questo non può non tenere conto», aggiunge Marco Manca. «Qua stiamo solo perdendo tempo. La città langue, i problemi ci sono tutti e non si vedono le soluzioni», dice Tonino Falchi, colonna di Palazzo Ducale da 40 anni.

Ma le accuse sono rivolte anche allo stesso Nicola Sanna. Nel giugno dello scorso anno – rilevano i cinque – ha voluto nominare la Giunta tutto da solo, assegnando ben due assessorati alla “sua” lista civica, troppi per appena tre consiglieri eletti. E delle dieci “posizioni” assegnate (ovvero i nove assessorati più la presidenza del Consiglio comunale) nove sarebbero di fatto del Pd. In parole povere, Sassari Bella Dentro (i cui consiglieri martedì sono anch’essi usciti dall’aula ma a seduta ben avviata) e Ora Sì (tre consiglieri) sarebbero sempre espressione del Partito Democratico

Per il momento i cinque consiglieri monogruppo non parteciperanno alle votazioni né in Consiglio né in Commissione. «È un segnale che stiamo dando al Pd. Oggi non rientriamo in Consiglio comunale. Domani mattina (mercoledì, ndr) abbiamo una seduta di Commissione, ci comporteremo allo stesso modo», annuncia Franco Era. Per adesso non si deve votare per pratiche importanti. Ma tra poco ci sarà da discutere ed approvare il bilancio. E i numeri peseranno. (Luca Foddai)

Aggiornamento 1 aprile 2015. Questa mattina si riunisce la Commissione Finanze, con l’audizione dell’assessora alla Programmazione Monica Spanedda. I cinque consiglieri monogruppo si attende ripetano il gesto di martedì pomeriggio in Consiglio: pochi minuti di presenza alla seduta e poi fuori dalla sala.

Si aggiungono infine altri particolari sul colloquio avuto sempre martedì con il sindaco Nicola Sanna. Alla fine sarebbe stata fatta una concessione: nessun nostro esponente per l’assessorato, va bene anche un tecnico o un esterno. Sarebbe stato indicato il nome di un noto avvocato penalista sassarese. No invece – soprattutto da Tonino Falchi – all’ipotesi Rino Tedde, primo dei non eletti per l’Upc.

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