Palazzo Ducale, chiarimento nel Pd dopo i congressi
Il gruppo consiliare PD «conferma l’inesistenza di impedimenti al lavoro dell’esecutivo nell’attuazione del programma». Per il rimpasto in Giunta occorrerà attendere fino a ottobre

Sassari. Per il momento non ci saranno novità né in Giunta né in Consiglio. Il chiarimento a Palazzo Ducale è rimandato a dopo l’appuntamento congressuale regionale di ottobre (ma ci saranno anche i congressi provinciali e comunali). Solo allora si capirà quali saranno i rapporti di forza interni al Partito Democratico e, soprattutto, chi sarà il nuovo segretario che prenderà il posto dell’uscente Silvio Lai e di quale maggioranza interna sarà espressione. Per il momento, il nome più gettonato sembra quello dell’europarlamentare Renato Soru, che potrebbe avere già l’appoggio della parte maggioritaria del partito. Questo a livello regionale. E a Sassari? Con chi si schiererà il sindaco Nicola Sanna, insieme agli ulivisti che hanno in Giunta il vicesindaco Gianni Carbini e agli ex Progetto Sardegna (che ad Alghero esprimono il sindaco Mario Bruno) che invece sono rappresentati da Monica Spanedda? E cosa faranno invece gli 11 consiglieri del Pd che fanno riferimento a quello che, magari impropriamente, i giornali chiamano “correntone” Lai-Spissu-Demontis?

Intanto il gruppo consiliare del Pd a Palazzo Ducale anticipa come si muoverà nelle prossime settimane. «Il gruppo consiliare del Partito Democratico, riunito alla ripresa dell’attività – si legge in una nota firmata dal capogruppo Esmeralda Ughi – ritiene che si debba procedere con rapidità al completamento degli organi, con la costituzione delle commissioni consiliari necessarie per il pieno svolgimento dell’attività amministrativa sia di iniziativa consiliare che dell’esecutivo. Il gruppo conferma, infatti, l’inesistenza di impedimenti al lavoro dell’esecutivo nell’attuazione del programma sul quale i cittadini hanno affidato alla coalizione di centrosinistra e al sindaco Nicola Sanna il governo della città. Le discussioni ancora aperte fra i gruppi politici non possono infatti costituire una limitazione alla soluzione dei gravi problemi che si è chiamati a risolvere. Ciò vale prima di tutto per il gruppo del Partito Democratico che ha deciso all’unanimità di rinviare le discussioni e i chiarimenti necessari alla conclusione della stagione congressuale in corso».






