Renato Soru: Continuità territoriale solo per i sardi

L’europarlamentare del Pd interviene al convegno promosso a Sassari da Circolo Progetto Progressista e Fondazione Antonio Segni. «No alla tariffa unica»

 

 

 

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Renato Soru

Sassari. Manco a farlo apposta prende la parola proprio mentre arriva nelle caselle email il comunicato stampa del senatore Silvio Lai che lo invita ad aprire una nuova fase nella guida del Pd sardo, riconoscendo che la candidatura a segretario due anni fa «è stato un errore». Renato Soru lo dice chiaro: «Dobbiamo ritornare alla continuità territoriale riservata ai sardi». E, di fatto, lancia, anzi, rilancia, un silurio nei confronti della Giunta regionale e dell’assessore dei Trasporti Massimo Deiana in particolare. L’europarlamentare sardo venerdì pomeriggio è a Sassari, nella sala convegni del Comando della Polizia Municipale, al convegno dedicato alla continuità territoriale aerea organizzato dal Circolo Progetto Progressista e dalla Fondazione Antonio Segni. L’occasione è ghiotta per sentire le posizioni di diversi esponenti di primo piano del mondo politico locale e isolano. Di fronte ad una platea in realtà non esattamente da tutto esaurito, intervengono così Mario Segni, Antonio Attili, Paolo Fois, il sindaco di Sassari Nicola Sanna, il deputato del M5S Nicola Bianchi, il consigliere regionale di Forza Italia Antonello Peru, oltre a sindacalisti, giuristi ed esperti del settore.

ConvegnoTrasportiVigiliUrbani1Lo Stato italiano – occorre ricordare – ha rilevanti competenze e precise responsabilità per quanto riguarda il rispetto dei principi desumibili non soltanto dalla Costituzione, ma anche dalle norme dei Trattati istitutivi dell’Unione europea in tema di insularità e di continuità territoriale. Alle competenze e alle responsabilità delle istituzioni dell’Unione europea (in particolare, della Commissione) si affiancano infatti quelle degli Stati membri, chiamati a concorrere perché il diritto dell’Unione trovi una corretta, integrale attuazione anche per l’insularità e la continuità territoriale. La Regione è a sua volta tenuta a premere con determinazione sullo Stato per un radicale cambiamento di una condotta che è stata a lungo, ed è tuttora, di sostanziale estraneità. Le norme di riferimento sono l’articolo 34 della legge 17 maggio 1999, n. 144 (la cosiddetta “legge Attili”), la prima sulla continuità territoriale; le modifiche introdotte con la legge 296/2006 (che ha trasferito al bilancio della Regione Sardegna l’onere di finanziamento, prevedendo al tempo stesso il trasferimento – peraltro, mai avvenuto – delle competenze sulla continuità territoriale dallo Stato alla Regione).

RenatoSoru2E Soru? La sua presenza richiama da sola l’attenzione dei presenti; e le sue parole non lasciano spazio ad interpretazioni. «L’articolo 174 del Trattato Ue permette, anzi, prevede che siano promossi, investimenti infrastrutturali legati ai trasporti, anche piste o stazioni dedicati ai low cost. Quindi permette di finanziare l’aeroporto di Alghero ma anche quello di Olbia e lo permette proprio perché siamo un’isola, per la quale sono previste agevolazioni per i trasporti infra Unione. C’è un limite: non più di tre milioni di passeggeri all’anno. Ma ci rientriamo ampiamente», ha detto Renato Soru. «La discussione su Alghero è sbagliata. È scritto in chiare lettere: fino al 2024 si possono rifinanziare gli aeroporti in perdita in Sardegna. Si possono fare ance accordi tra aeroporti e compagnie low cost; e si possono finanziare direttamente le compagnie aeree se sono nuove rotte».

ConvegnoTrasportiVigiliUrbani2«I pasticci sono nati con la Giunta Cappellacci, quando, finita la “continuità 1” la destra decise di aumentarla per tutti quanti, sardi e continentali, per incrementare e promuovere l’arrivo di turisti. Al primo bando non si presentò nessuno. Allora furono introdotti 44 milioni di euro, per la tariffa unica, valida per tutti. Prima la continuità territoriale costava zero per le casse della Regione», dice l’europarlamentare. «Ma, alla fine, quanti continentali sono venuti in più nei mesi invernali? Ne sono venuti circa 100 mila? Vuol dire che per ogni continentale venuto in Sardegna abbiamo speso 440 euro a testa. Ecco la follia di questo provvedimento. Con Ryanair invece si tratta di 5-6 euro investiti a testa. Suggerisco di tornare a finanziare la continuità che serve, quella per i sardi». (luca foddai)

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