Pronta reazione della Dinamo dopo lo stop con Trieste
A Roma i sassaresi hanno il giusto approccio con Gentile in quintetto e scoprono Treier. Il punto di Aldo Gallizzi

Al di là del risultato ci si attendevano risposte concrete alle giuste critiche mosse da parti dopo l’inopinata battuta d’arresto interna con la non trascendentale Trieste (ieri asfaltata a domicilio da Milano). Risposte che sono arrivate e che hanno prontamente rimesso sui binari giusti il treno. Approccio sbagliato, difesa permissiva e dettami tattici disattesi, erano costati i due punti sette giorni prima, mentre ieri in un Palaeur semi deserto, quegli stessi errori commessi, sono diventate le chiavi per prendersi due punti che non sono mai stati in discussione. L’approccio innanzi tutto; il quintetto base scelto dal Poz, con Gentile al posto di Kruslin, insieme a Spissu, Burnell, Bendzius e Bilan ha dato maggior equilibrio tra le due fasi, garantendo una superiore aggressività difensiva, creando non poche difficoltà all’attacco della Virtus. I romani, con la Dinamo chiusa e compatta non sono riusciti a proporre situazioni offensive pericolose, affidandosi quasi esclusivamente al tiro da fuori. Su queste fondamenta la Dinamo ha costruito la fiducia per sciorinare un attacco efficace basato su una perfetta alternanza di giocate con palla dentro e conclusioni da fuori, seguendo il piano partita e più in generale, giocando la pallacanestro che è propria di questa Dinamo, cosa che non era accaduta contro Trieste.
Quando la squadra è sulla stessa pagina, come dice spesso coach Pozzecco, i risultati, intesi come prestazione, arrivano, e anche i singoli si esaltano nascondendo quelli che possono essere i punti deboli. Gentile in quintetto è stata una scelta azzeccata, perchè ha dato equilibrio e probabilmente ha alleggerito la pressione su Kruslin, che, una volta entrato sul parquet con la mente più leggera, ha sparato immediatamente un paio di triple, pesanti come schiaffoni per gli avversari, fino a quel momento preoccupati principalmente a collassare in post basso per provare ad arginare Bilan. Ma parlando dei singoli, ieri è stata senza dubbio la giornata di Kaspar Treier. Il ventunenne estone sta iniziando a far vedere sul campo le ragioni per le quali è stato scelto in estate dallo staff tecnico biancoblu. Non sono tanto i quindici punti scritti ieri a referto a far stropicciare gli occhi, quanto le potenzialità che il giovanotto ha fatto vedere in termini di tecnica, fisicità e bidimensionalità. Certo, parliamo di una partita e nello sport i piedi vanno tenuti ben saldi per terra, il suo processo di crescita passerà inevitabilmente e doverosamente da prestazioni meno efficaci e da giornate negative, ma il buon Kaspar avrà tutto il tempo e la tranquillità per tener fede alle premesse, per la soddisfazione di chi lo ha scelto e la felicità dei tifosi.
Aldo Gallizzi








