Progetto Crown e frumento duro
È coordinato dal Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, che fa parte di una rete scientifica coinvolta nel convegno nazionale in calendario a Roma il 12 febbraio
Si terrà a Roma nella Sala Donat Cattin dell’Auditorium “Via Rieti” il convegno nazionale “La ricerca italiana per la sostenibilità della filiera del frumento duro”, inserito tra le attività di disseminazione dei Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN), finanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dal PNRR. L’iniziativa mira a valorizzare i risultati della ricerca pubblica e a favorire il trasferimento delle conoscenze agli operatori della filiera agroalimentare.
Il convegno coinvolge una rete scientifica di ampia portata, composta da 13 Dipartimenti universitari, 2 Istituti del CNR, un Centro di ricerca CREA e oltre 100 ricercatori impegnati nello studio del frumento duro. In questo contesto, il Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari coordina il progetto CROWN, dedicato allo studio del mal del piede (patologia funginea) del frumento duro nel Sud Italia, con l’obiettivo di integrare dati biologici, genetici, climatici e agronomici per migliorare la prevenzione e la gestione della malattia in un contesto di cambiamento climatico.
L’iniziativa si caratterizza per un approccio fortemente integrato, volto a superare i singoli obiettivi progettuali attraverso la collaborazione tra gruppi di ricerca che operano con metodologie e competenze diverse. Il convegno intende diffondere in modo efficace i risultati multidisciplinari alla comunità scientifica e al sistema agricolo e agroindustriale, affrontando temi chiave come genetica, agronomia digitale, innovazione varietale e protezione integrata. Il programma prevede presentazioni scientifiche e tavole rotonde tematiche, favorendo il confronto tra ricerca pubblica, filiera produttiva e settore privato.
«Il convegno – spiega il professor Quirico Migheli, responsabile scientifico del progetto CROWN – ha un impatto che va ben oltre gli obiettivi della transizione ecologica e digitale sostenuti dalla ricerca scientifica, perché contribuisce in modo concreto alla modernizzazione del settore cerealicolo, puntando sulla sostenibilità ambientale, sulla competitività delle imprese e su una visione di filiera agroindustriale integrata. Al centro di questo percorso vi è la necessità di coltivare frumento duro in perfette condizioni fitosanitarie, capace di adattarsi alle mutevoli condizioni climatiche, in grado di garantire produzioni stabili e una granella di alta qualità. Attraverso il rafforzamento degli strumenti di incentivazione, il sostegno all’aggregazione e il coordinamento con le politiche di sviluppo e coesione del Paese, l’evento favorirà il confronto e la collaborazione tra pubblico e privato. Si delinea così un nuovo approccio, sempre più urgente, che mira a offrire alle imprese e ai territori servizi di supporto all’innovazione e al trasferimento tecnologico capaci di rispondere alle sfide emergenti e alle opportunità offerte dal mercato e dall’evoluzione delle scelte dei consumatori, con un’attenzione crescente all’eco compatibilità e alla sicurezza alimentare lungo tutta la filiera».







