Progetto Auschwitz Sardegna 2026
Il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini: «Conoscenza strumento formabile per essere liberi»
«La conoscenza è uno strumento formidabile per essere liberi e per acquisire lo status di cittadini consapevoli e preparati, che studiano il passato anche quello più doloroso, per costruire un futuro che faccia tesoro degli errori da non ripetere. Basta girarsi dall’altra parte, l’indifferenza è uno dei mali del nostro secolo. La democrazia non deve essere considerata acquisita, ma un bene prezioso sempre in bilico da salvaguardare con ogni mezzo».
Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini aprendo i lavori, questa mattina a Cagliari nella sala Transatlantico, della presentazione del Progetto Auschwitz Sardegna 2026, il progetto di educazione alla cittadinanza europea pensato per accompagnare le giovani generazioni alla scoperta e alla comprensione della complessità del mondo che ci circonda a partire dal passato, affinché possano acquisire lo spirito critico necessario a un protagonismo come cittadini nel presente. “Promemoria Auschwitz” offre ai partecipanti l’opportunità di incontrarsi e approfondire tematiche storiche e sociali relative agli anni dell’Olocausto, in un periodo in cui le testimonianze dirette di quei terribili accadimenti cominciano a scomparire.
Il viaggio si terrà dal 18 al 23 febbraio. I giovani che partecipano al progetto visiteranno i luoghi simbolo della Shoah. I momenti centrali sono rappresentati dalla visita al Museo Fabbrica di Oscar Schindler, la visita guidata al quartiere e all’ex ghetto ebraico di Cracovia e quella ai campi di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau, a cui è dedicata un’intera giornata.
Il presidente Comandini ha ringraziato l’assessora regionale della Pubblica Istruzione Ilaria Portas e le 70 amministrazioni che hanno preso parte al progetto gestito dall’Associazione ARCI Sardegna in cooperazione con l’Associazione Deina.
Alla presentazione erano presenti i sindaci di Cagliari, Oliena, Settimo e Sarule e gli amministratori di Alghero e Iglesias.
Dopo i saluti del presidente Comandini, sono intervenuti Aldo Dessì, presidente regionale Arci Sardegna, che ha detto che questo progetto aiuta a superare il degrado culturale, politico e sociale che sta assumendo sempre più proporzioni allarmanti, Franco Uda, vicepresidente Arci Sardegna, che ha ricordato che con questo progetto si vuole «disinnescare l’abitudine» e «custodire la memoria». «Oggi – ha detto Uda – la memoria sembra un elemento inutile perché viviamo in un eterno presente». Ha preso la parola anche Andrea Contu, presidente Comitato Arci Sud Sardegna, che ha affermato che la perdita dei diritti non avviene per forza con un colpo di Stato o con una rivoluzione ma spesso in maniera subdola. Con questo progetto si vuole aiutare i giovani a capire, a non abbassare la guardia e a formare cittadini consapevoli.
È poi intervenuta l’assessora regionale della Pubblica Istruzione Ilaria Portas che ha parlato dell’importanza per le Istituzioni di sostenere iniziative di questo genere. «La Sardegna, al centro del Mediterraneo – ha detto – deve lanciare messaggi di pace, di solidarietà e di fratellanza».
Durante i lavori è stato anche presentato il libro “L’Olocausto dimenticato” di Federica Ferrara sullo sterminio dei disabili durante il regime nazista.








