Pos, strumento utile ma costoso
In particolare per piccoli esercenti e professionisti. Mozione di Sofia Fiorillo (M5S) in Consiglio comunale a Sassari. L’obiettivo è un posticipo dell’obbligo di installazione e l’avvio di un’inchiesta sulle commissioni per gli istituti di credito
Sassari. Il Pos, il dispositivo di pagamento elettronico, è uno strumento importante e spesso molto utile. Ma ha un suo costo, che può anche diventare rilevante, in particolare per esercenti e professionisti che non hanno un fatturato elevato. Proprio questi dal 30 giugno dello scorso anno hanno l’obbligo di dare la possibilità ai propri clienti di pagare tramite bancomat o carta di credito. Non tutti «si sono dotati di tale dispositivo che rappresenta un’ulteriore spesa e maggiori costi da affrontare in un momento già drammatico in cui assistiamo alla costante chiusura dei negozi per cessata attività». È quanto ricorda la portavoce-consigliera del M5S Sofia Fiorillo, che ha presentato insieme al suo gruppo una apposita mozione che sarà presto discussa dall’Assemblea Civica.
«La ratio della norma, cioè la tracciabilità delle transazioni quale strumento funzionale alla lotta all’evasione fiscale – spiega Sofia Fiorillo – è indubbiamente da appoggiare e sostenere; tuttavia, per come è stato pensato ed approvato, il decreto del Governo sui Pos obbligatori è sbagliato, inutile per la lotta all’evasione ed aumenta i costi per le aziende. Chi vorrà pagare o incassare in nero potrà comunque continuare a farlo. L’installazione indiscriminata dei Pos è solo un ulteriore regalo alle banche ed allo stesso tempo un’ennesima gabella per milioni di piccoli artigiani, commercianti e professionisti, già alle prese con un gravissimo quadro economico. L’installazione di tali servizi comporta rilevanti costi di locazione e oneri di commissione. La norma danneggia soprattutto i piccoli commercianti, che si vedrebbero in taluni casi costretti a sostenere commissioni che riducono ulteriormente i già ridotti margini di guadagno, con l’evidente rischio che i costi per dotarsi di Pos e per le transazioni vengano scaricati sui cittadini. Di fatto, la norma in questo modo si trasformerebbe in una tassa sull’economia reale che va a beneficio delle lobbies finanziarie».
Il DDL n. 1747 presentato in Senato il 22 gennaio scorso stabilisce una pesante sanzione da 500 euro per chi dai controlli della Guardia di Finanza risulterà sprovvisto del dispositivo Pos. Pagata la sanzione si hanno 30 giorni per adeguarsi e 60 giorni per comunicare alla GdF l’avvenuta installazione. In caso di mancato adeguamento o di omessa comunicazione, scatta una seconda sanzione pari a 1.000 euro e all’esercente o professionista vengono concessi ulteriori 30 giorni per mettersi in regola. Se l’esercente o professionista non regolarizza ancora, scatta la sospensione dell’attività professionale o commerciale.
Con la mozione si impegna il Sindaco e la Giunta «ad attivarsi con tutti gli strumenti a disposizione per indurre il Parlamento a modificare il provvedimento di cui sopra e di posticipare perlomeno la sua introduzione a livello locale; ad aprire un dialogo sulle commissioni delle banche e le modalitá di pagamento; ad avviare un`inchiesta sulle commissioni per i Pos dei vari istituti di credito a livello locale; a riferire sullo stato di attuazione di questa mozione entro due mesi dalla sua approvazione».







