Mastinu: “La paura deve essere nostra amica”

Le parole del centrocampista rossoblù che analizza il momento di una squadra, che con il ritorno di Greco sta cercando di ritrovare certezze e solidità

Lucido e cristallino nel pensiero e nelle dichiarazioni, quanto il suo talento in campo. Il centrocampista della Torres Peppe Mastinu è intervenuto questa mattina in conferenza stampa, spiegando con chiarezza e attenzione il suo pensiero e la situazione in casa rossoblù, dopo il ritorno di mister Greco e alla luce dell’esclusione del Rimini dal campionato, che ha aperto uno scenario diverso rispetto a qualche settimana fa, sia in ottica retrocessione che in classifica. Le sue parole.

La sosta forzata di domenica scorsa. “Avrei preferito giocare anzichè star fermi, avremmo dato continuità ai concetti e a una parte di prestazione che abbiamo fornito con il Livorno, dove secondo me si sono viste delle cose positive. Dall’altro lato, la sosta forzata ci ha consentito di recuperare da qualche piccolo acciacco all’interno della rosa e di rodare ulteriormente determinati meccanismi e concetti che da quando è tornato mister Greco stiamo riproponendo. Chiaramente il ritorno dell’allenatore ci sta facilitando, perchè già in tanti lo conoscevamo sia dal punto di vista umano che professionale, per noi adesso è più facile trasmettere agli altri ciò che lui vuole, come lo chiede e quando lo chiede, perciò credo che sia più semplice anche per i nuovi apprendere. Purtroppo nella situazione in cui siamo è difficile parlare di un qualcosa che non sia partita dopo partita o addirittura allenamento dopo allenamento, è difficile fare programmi a lungo termine”.

Prossimi obiettivi. “Quello che sicuramente andiamo a ricercare è quella continuità di prestazioni che è l’unica cosa che porta a risultati diversi da quelli che abbiamo ottenuto finora. Il primo step è arrivare alla sosta natalizia avendo gettato basi solide e raccolto qualche punto per poi riprendere a Gennaio con la strada tracciata”.

Carattere e mentalità: “Sta mancando da parte di tutti noi quel qualcosa, si dice sempre di andare oltre, ma questo alle volte porta disordine e confusione, quindi più che andare oltre e cercare di strafare, c’è bisogno di capire qual’è la cosa giusta da fare al momento giusto, quindi la lucidità. Dobbiamo migliorare la lettura delle situazioni, è uno step di maturità che dobbiamo necessariamente fare, siamo una squadra che fa molto possesso palla, ma parlandoci francamente, dobbiamo capire che quando c’è bisogno di far uscire il pallone fuori dallo stadio, va fatto e basta. In alcuni frangenti non ha senso rischiare perchè il beneficio è nettamente inferiore al rischio e questo è uno step di maturità imprescindibile. Sono scelte che vanno prese in un secondo, la palla va mandata fuori, o comunque lontano dalla zona pericolosa e nel frattempo ci si rimette a posto, non si possono fare 90 minuti di possesso. La partita di Livorno in questo senso ci ha lasciato qualcosa da imparare”.

La paura come amica. “Serve uno step in più dal punto di vista caratteriale perchè dal punto di vista tecnico le ultime prestazioni sono l’unica cosa che ci da una prospettiva migliore da quella che avevamo prima, per cui secondo me, oltre che aggiungere concetti dobbiamo alzare la soglia dell’attenzione e capire che la paura fa parte di questo mestiere e averla come amica come diceva un mio allenatore a Pisa, perchè senza paura non si va da nessuna parte. Se non c’è la percezione del pericolo non si capisce quando e da dove può arrivare, noi dobbiamo averla vicino e sentirla e far si che diventi qualcosa che ci faccia sopperire quello che ci è mancato dall’inizio dell’anno”

Le condizioni fisiche personali. “Io ora sto bene, il mio periodo di convalescenza per l’infortunio si è allungato perchè durante l’intervento poi si è scoperto qualcosina in più da aggiustare, abbiamo accelerato quando sono rientrato, anche la fase atletica ha avuto degli alti e bassi, ora sto bene sia fisicamente che mentalmente. Le motivazioni ora devn essere ciò che deve spingere al di la di quella che è la condizione atletica”.

L’esclusione del Rimini. “Qualcosa cambia, prima di tutto una squadra è già retrocessa e quindi cambia la metodologia di retrocessione. Noi dobbiamo cercare di arrivare il più in alto possibile, consapevoli che siamo la prima squadra che ha saltato la partita col Rimini e che quindi in qualche modo il nostro percorso è agevolato, perchè da qui sino alla terzultima non ci fermeremo e giocheremo ogni domenica a differenza delle altre, che dovranno fermarsi a turno. Questa vicenda ha tolto punti a qualcuna delle nostre dirette concorrenti e noi, è brutto dirlo, dobbiamo esserne contenti, perchè nella situazione in cui siamo dobbiamo cercare di rosicchiare da tutte le parti. Il nostro percorso inizia adesso”.

Aldo Gallizzi

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