L’Europa è un’altra cosa, ma la Dinamo non trema
La differenza con le scorse annate è che questa volta i sassaresi hanno sofferto ma anche tenuto botta e alla fine ha messo la testa avanti in volata. Il punto di Aldo Gallizzi
di Aldo Gallizzi
Sassari. Fisicità, agonismo, clima da battaglia e botte da orbi. In estrema sintesi, l’esordio europeo per la Dinamo 2016/17 ha confermato che sia proprio un’altra cosa rispetto al campionato italiano. La differenza con le scorse annate è che questa volta la Dinamo, ha sì sofferto, ma ha tenuto botta e alla fine ha messo la testa avanti in volata. E per come si era messa la partita, non era affatto semplice. L’avvio morbido dei polacchi e deciso dei sassaresi, aveva fatto presagire ad un match in discesa. Sbagliato. Gli ospiti hanno aggiustato alcune cose e strigliati dal proprio coach hanno messo in campo un’aggressività difensiva spaventosa sui pick and roll laterali, togliendo profondità ai biancoblù (ieri biancoverdi) costringendoli a tante forzature ed errori. Neanche sotto i tabelloni gli uomini di Pasquini sono riusciti ad arginare lo strapotere dei campioni di Polonia che anche in attacco sono risultati a tratti incontenibili. Solo grazie ad un paio di buone difese e ai conseguenti contropiede che ne sono nati, i sassaresi sono riusciti ad andare al riposo con soli 7 punti di scarto. Al ritorno in campo, la reazione è stata immediata e grazie al quintetto composto da Stipcevic, Odom, Carter, Sacchetti e Olaseni, la Dinamo ha ricucito lo strappo con una serie di triple dopo essere andata sotto di ben dieci punti. Nel testa a testa finale, Stipcevic, Sacchetti e Odom con leadership e giocate di alto livello, hanno trascinato il Banco ad un prezioso successo, che consente di iniziare nel migliore dei modi l’avventura continentale.
La soddisfazione e le note positive vanno ricercate nell’aver dimostrato di essere compatti e di saper reagire, anche in una partita che ha presentato tante difficoltà. Magari questa volta la distribuzione dei minuti è stata differente rispetto all’ultima partita di campionato, con D’Ercole e Monaldi che il campo lo hanno visto poco, ma le risposte sono comunque arrivate.







